Silvio Berlusconi disse: “Sono elezioni politiche nazionali”

Posted in Politica on May 30th, 2011 by Alberto


Milano 2011, Berlusconi: saranno elezioni… di TMNews

Sono elezioni cittadine, ma sono forse di più elezioni politiche nazionali.

Lo aveva dichiarato il 17 aprile 2011 il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi fra gli applausi del suo pubblico, parlando delle elezioni amministrative del 2011.

E’ necessario ricordare anche questo, considerato il fatto che una delle strategie comunicative del centrodestra è proprio quella di sostenere, oggi, 30 maggio 2011, a bocce ferme, che il risultato delle amministrative non abbia alcuna rilevanza da un punto di vista politico nazionale.

E’ l’unico modo per uscirne provando a limitare la quantità di ossa rotte, per il centrodestra, grande sconfitto di queste elezioni, con le vittorie di Giuliani Pisapia e Luigi De Magistris a Milano e Napoli, ma anche di Massimo Zedda a Cagliari – città notoriamente nera.

L’unico modo, che poi è il modo consueto: quello di provare a utilizzare le solite, martellanti, forme di comunicazione. Ma la comunicazione elettorale ha insegnato molto altro, in questi giorni – con le forme virali di ironia su Giuliano Pisapia. E non solo la comunicazione: anche le urne.

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Io giornalista aquilana (di Elisa Cerasoli)

Posted in L'Aquila 2010, Media, Politica on July 8th, 2010 by Alberto

7 luglio 2010È difficile raccontare tutte le emozioni di ieri, e anche se sono abituata a scrivere e a raccontare, non credo che riuscirò a farlo del tutto.
Ero emozionata ieri mattina, mi sono vestita bene, un po’ perché comunque per metà io ero lì per lavorare, per raccontare quello che succedeva e quando lavoro tento di essere presentabile, un po’ perché, in quanto terremotata ero lì per protestare e mi sono rotta dell’immagine dei terremotati come poveri disgraziati, come vecchiette che perdono la dentiera. Siamo persone istruite, curate, con molti vizi, da sempre additati come tendenzialmente snob e chiuse nelle nostre mura.

Comunque, dicevo, ero emozionata, mi sono vestita bene, sono uscita prestissimo di casa, un paio d’ore in redazione e poi via, felice, verso Piazza Venezia per accogliere i miei concittadini che stavano arrivando in autobus.
La prima sorpresa l’ho avuta ancor prima di arrivare. Fra largo Argentina e Piazza Venezia 3 blocchi delle forze dell’ordine in tenuta antisommossa. Mentre passo mi guardano, mi giro e faccio a un carabiniere: “Ma per due terremotati, non sarà troppo?” Mi sorride divertito cercando complicità. Lo fulmini con lo sguardo. Arrivo, li vedo, gli aquilani. Un cartellone profetico tenuto in mano da un signore: Le nostre armi di montagna” Disegnati ci sono un fiasco di vino, del salame e del formaggio, i prodotti della nostra terra, la nostra ricchezza.

Comunque, quei tre posti di blocco mi avevano messo in tensione, lo confesso, un misto di eccitazione e timore mi ha accompagnato tutta la giornata.
Lì a Piazza Venezia cominciano gli spintoni con la polizia, non sono gli stessi che ci sono stati in questi mesi all’Aquila, lì c’erano transenne da aprire, c’erano strade aperte intorno, e solo in una occasione, il 28 febbraio, la domenica delle 6 mila carriole, erano in tenuta antisommossa.
La prima volta era bastata la signora Licia ad aprire il varco con sua figlia Pina e con Anna Pacifica.
Qui si capisce subito che la giornata sarà lunga e dura. Mi spavento
Per chiarire: il Sindaco dice di avere il permesso, i manifestanti avevano il permesso per una delegazione fino a Montecitorio, e poi tutti a Piazza Navona.
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Lettera degli economisti

Posted in Economia, Neoliberismo, Politica on June 18th, 2010 by Fulvio


Le soluzioni che si stanno mettendo in atto in Europa per fronteggiare la crisi economico-finanziaria rispecchiano e portano all’estremo quel pensiero unico neoliberista su cui si è costruita la globalizzazione economica e che sta riportando il mondo a una sorta di stato di natura precedente a un qualunque contratto sociale che non sia il misero scambio economico fondato sulla convenienza, in cui ognuno è destinato a diventare veramente un lupo tra i lupi per non soccombere.

L’ideologia neoliberista ha cavalcato la fine dell’Unione Sovietica per proporsi come unico modo possibile di pensare e organizzare il mondo, al punto che, per avvallare nell’immaginario collettivo quest’illusione, lo stesso termine “neoliberismo” è quasi scomparso dalla comunicazione che potremmo definire mainstream e si è andato a fondere, nel pensiero corrente, con l’idea stessa di “economia“. E invece, il neoliberismo che sta sacrificando la società e il mondo sull’altare dell’avidità smisurata di pochi, non è altro che un’ideologia come le altre, per molti versi anche ingenua e ridicola, se non avesse risvolti e conseguenze tragici: una chiave di analisi e di lettura che sta dimostrando in questi ultimi anni di creare quelle disparità, quei disastri e quelle violenze che da sempre le sono state contestate dai suoi oppositori.

Oggi, i governi degli stati membri dell’Unione Europea, paradossalmente più accecati dall’ideologia neoliberista di quanto non lo siano gli stessi Stati Uniti, propongono per superare la crisi di attuare misure estreme di quella stessa ideologia che ha portato a questa situazione, perseverando nella cecità del pensiero unico, perché anche lo shock di questa crisi economica è vista da alcuni come una meravigliosa opportunità di profitto e, per i più “ottimisti” di loro, probabilmente anche di sovvertimento di ordini politici da asservire definitivamente ai voleri del Mercato.

Di fronte a questa inadeguata reazione politica dell’Europa (e in particolar modo dell’Italia, che si appresta a varare misure che probabilmente non sarebbero dispiaciute a Pinochet), molti importanti economisiti hanno scritto una lettera aperta alle istituzioni per richiamare l’attenzione sul pericolo di questo pensiero unico e sulla necessità di cambiare immediatamente rotta per non sprofondare nel baratro che la stessa ideologia neoliberista ha creato.
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La legge bavaglio

Posted in Media, Politica on June 11th, 2010 by Alberto

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