Yes We Camp – La prima estate

Posted in Comando e Controllo, L'Aquila 2009, L'Aquila 2012 on April 18th, 2012 by Alberto

Era il 2009. All’Aquila arrivava il carrozzone mediatico e anacronistico del G8. Un’operazione surreale, inverosimile, incredibile, degna della ricostruzione mediatica creata dal Governo e dal Dipartimento di Protezione Civile che doveva gestire pure il “grande evento” e che colse la palla al balzo per abbandonare il G8 della Maddalena e farlo diventare il G8 dell’Aquila.

Degli scandali hanno già detto in molti e per far luce su di essi, ormai, tocca aspettare l’esito delle inchieste.

Quel che si dimentica è la protesta della società civile. In quell’estate, nel parco di Via Strinella del capoluogo abruzzese, si sperimentava – mentre altri sperimentavano il Comando e Controllo – la partecipazione, si costruiva socialità, si aggregavano – e a volte si scontravano – i comitati sorti spontaneamente.

Comunque sia, quell’epoca andrebbe ricordata – al netto della volontà di celebrarla eccessivamente – come un momento positivo e di grande spinta propulsiva da parte della società civile (messa a tacere a colpi di spot, manifestazioni “da regime” – come la consegna delle prime C.A.S.E. – e a colpi di ordinanze).

La partecipazione è fondamentale, in un’area colpita da una catastrofe. E anche in uno stato d’emergenza. Questa seconda parte di Yes We Camp racconta come nasce il titolo del film e quali erano le ragioni e le motivazioni di chi manifestava.

Quell’estate andrebbe raccontata, mi scriveva qualche giorno fa Sara Vegni (una delle anime del 3e32 fin da quei giorni).

Bene. Raccontiamola.

Alberto Puliafito (@albertopi)
Comando e Controllo (@statodemergenza)

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Yes We Camp – L’inizio della storia

Posted in Comando e Controllo, L'Aquila 2009, L'Aquila 2012 on April 12th, 2012 by Alberto

Tutte le storie iniziano da qualche parte. Quella tragica dell’Aquila comincia ben prima del 6 aprile 2009. Comincia quando lo sciame sismico è stato sottovalutato. La storia di Comando e controllo, invece, comincia con Yes We Camp, un documentario diaristico a puntate, integralmente pubblicato su YouTube e fruibile gratuitamente.

Nella prima puntata, dopo una breve introduzione che chiarisce da subito le principali difficoltà di documentazione e di lavoro giornalistico “non embedded” sul territorio aquilano in emergenza, ecco la manifestazione del 16 giugno 2009, dove migliaia di cittadini dell’Aquila, davanti a Montecitorio, rivendicavano già il diritto alla partecipazione e sollevavano tutta una serie di criticità che sarebbero emerse. Inclusa la richiesta di non fare semplicemente una “ricostruzione mediatica” della città.

Poi, qualche testimonianza delle “promesse” che sicuramente non verranno mantenute, infine la fiaccolata del 6 luglio 2009 in cui si chiedeva, in un silenzio notturno illuminato dalle fiamme delle fiaccole, “verità e giustizia”.

Vale ancora adesso, quella richiesta. Ora e sempre.

Alberto Puliafito (@albertopi)
Comando e Controllo (@statodemergenza)

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«E’ tutto privato là dentro»

Posted in Comando e Controllo, L'Aquila 2009, L'Aquila 2010 on April 7th, 2012 by Alberto

E’ il 5 settembre 2009. Uno dei primi campi tendati che accolgono gli sfollati all’Aquila, quello di Piazza d’Armi, viene smantellato e ai giornalisti – se non accompagnati da funzionari della Protezione Civile – viene impedito di documentare le operazioni di smantellamento del campo stesso, in nome di una non meglio specificata tutela della privacy degli sfollati.

Naturalmente, il “blocco” per i giornalisti avveniva alla “garitta” d’ingresso al campo d’accoglienza – dove occorre consegnare i documenti per entrare, per non meglio precisate ragioni di sicurezza. I campi, peraltro, a differenza della precedente esperienza del terremoto di Marche e Umbria, sono addirittura recintati -, e non erano certo gli sfollati a chiedere che venissimo tenuti lontani. Altrettanto naturalmente, per deontologia professionale, non disturbo le persone che non volessero raccontare la loro esperienza o parlare con qualcuno. Anzi: al campo di Piazza d’Armi sono gli sfollati stessi a chiedere che entrassero giornalisti “non embedded”. Perché lo smantellamento del campo prevede anche che cambiassero “dimora”: molti passano dalle tende agli alberghi, non certo alle case promesse dal Governo Berlusconi.

Così, decido di telefonare all’ufficio stampa della Direzione di Comando e Controllo (Di.Coma.C), il quartier generale della Protezione civile (quella stessa Protezione Civile per la quale Franco Gabrielli chiede più poteri, dopo che la struttura, in seguito agli scandali aquilani, è stata depotenziata della sua possibilità di agire senza controlli preventivi).

Il quadro che emerge dalla telefonata, come potrete constatare, è semplicemente agghiacciante: stiamo parlando di una tendopoli di accoglienza degli sfollati. La tenda, in questi casi, diventa il domicilio dello sfollato.

Questo e altro viene raccontato in Comando e Controllo, di cui puoi prenotare il DVD sostenendo la distribuzione dal basso e indipendente su Produzioni dal basso.

Alberto Puliafito (@albertopi)
Comando e Controllo (@statodemergenza)
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L’Aquila – A processo la Commissione grandi rischi

Posted in L'Aquila 2009 on May 26th, 2011 by Alberto

La Commissione Grandi Rischi a processo per il terremoto all’Aquila. Ciò significa che i sette indagati, Franco Barberi, Bernardo De Bernardinis, Enzo Boschi, Giulio Selvaggi, Gian Michele Calvi, Claudio Eva e Mauro Dolce dovranno rispondere in tribunale di omicidio colposo plurimo e lesioni.

Chi ha seguito la triste vicenda aquilana, chi ha avuto modo di leggere alcuni fra i molti testi che sono stati pubblicati dopo i noti eventi di cronaca – fra cui anche il mio Protezione Civile SpA – Quando la gestione dell’emergenza si fa business, conoscerà bene la storia. Per gli altri, è bene un breve riassunto.

La Commissione Grandi Rischi, così come spiega il sito ufficiale della Protezione civile, dovrebbe essere in grado di assicurare livelli massimi di competenza nei maggiori settori di rischio per il nostro Paese, essendo la più importante struttura scientifica di riferimento per il Dipartimento della Protezione Civile.

Durante lo sciame sismico all’Aquila, che poi sarebbe culminato con il terremoto delle 3:32 del 6 aprile 2009, la Commissione si riunì, il 31 marzo, per poco meno di un’ora (qui si può scaricare il Verbale Commissione Grandi Rischi 31 Marzo 2009). E, di fatto, determinò semplicemente che non si possono prevedere i terremoti. Senza adottare alcuna misura preventiva sul territorio aquilano. Al punto che i magistrati hanno concluso, decidendo di rinviare a giudizio:

In quella riunione poteva essere dato un allarme che almeno lasciasse la libertà ai cittadini di decidere cosa fare.

Se è vero che non si può prevedere un terremoto, allora è anche vero che non si può prevedere un non-terremoto. Nè lasciare a se stessa un’intera popolazione.

Nel video – che fa parte dei contenuti extra di Comando e controllo -, l’avvocato Antonio Valentini espone queste semplici ragioni nel corso dell’assemblea che si tenne all’Aquila il 23 gennaio 2010 come forma di protesta contro il Decreto 195 che avrebbe dovuto istituire l’ormai famigerata – e per ora fantasma – Protezione Civile Servizi SpA.

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“Comando e Controllo”: Libero cinema in libera terra

Posted in Comando e Controllo, L'Aquila 2009, L'Aquila 2010, Movies, Neoliberismo, News, Protezione Civile, Screenings on July 8th, 2010 by Fulvio

Libero cinema in libera terra

Libero cinema in libera terra

Comando e Controllo“, documentario di Alberto Puliafito, prodotto da Fulvio Nebbia per iK Produzioni, è stato selezionato per la rassegna “Lbero cinema in libera terra“, organizzata dalla fondazione Cinemovel, in collaborazione con Libera.

La rassegna porta film di impegno sociale nei terreni confiscati alla mafia.

Ecco le date di “Comando e Controllo“:

13 luglio – San Sebastiano da Po (TO), Cascina Caccia, ore 21.00
15 luglio – San Demetrio (AQ), ore 21.00

Qui di seguito potete leggere gli articoli usciti su Il sole 24 ore, Il Fatto quotidiano, Il Manifesto e Avvenire.

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