Comando e Controllo fra gli imperdibili di Tv Talk

Posted in Comando e Controllo, Distribuzione, L'Aquila 2012, Media on April 23rd, 2012 by Alberto

Tv Talk (il talk show in onda su Rai3 alle 14.55 del sabato, in cui si parla di tv e media) ha consigliato Comando e Controllo fra i suoi imperdibili.

Alberto Puliafito (@albertopi)
Comando e Controllo (@statodemergenza)

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Luca Mercalli sostiene il film Comando e Controllo

Posted in Comando e Controllo, L'Aquila 2012 on April 20th, 2012 by Alberto

Il meteorologo e climatologo Luca Mercalli, nel cast di Che tempo che fa dal 2003, parla della necessità di riappropriarsi del terretorio, di non delegare ai poteri forti la gestione di ciò che appartiene alle comunità, dell’occasione persa all’Aquila.

E invita a sostenere la campagna di distribuzione dal basso Comando e Controllo.

Le tematiche di cui parla Mercalli, in un lucido e sintetico minuto, sono uno dei motori primi del film, in cui si rivendica il ruolo della partecipazione delle comunità locali, si denuncia la violenza edilizia (e sociale) perpetrata sul territorio aquilano in nome dell’emergenza, si auspica una riappropriazione da parte della società civile non solo del territorio ma ancor prima dell’autonomia di pensiero che genera le spinte propulsive per uno sviluppo partecipato e sostenibile.

Alberto Puliafito (@albertopi)
Comando e Controllo (@statodemergenza)

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Yes We Camp – La prima estate

Posted in Comando e Controllo, L'Aquila 2009, L'Aquila 2012 on April 18th, 2012 by Alberto

Era il 2009. All’Aquila arrivava il carrozzone mediatico e anacronistico del G8. Un’operazione surreale, inverosimile, incredibile, degna della ricostruzione mediatica creata dal Governo e dal Dipartimento di Protezione Civile che doveva gestire pure il “grande evento” e che colse la palla al balzo per abbandonare il G8 della Maddalena e farlo diventare il G8 dell’Aquila.

Degli scandali hanno già detto in molti e per far luce su di essi, ormai, tocca aspettare l’esito delle inchieste.

Quel che si dimentica è la protesta della società civile. In quell’estate, nel parco di Via Strinella del capoluogo abruzzese, si sperimentava – mentre altri sperimentavano il Comando e Controllo – la partecipazione, si costruiva socialità, si aggregavano – e a volte si scontravano – i comitati sorti spontaneamente.

Comunque sia, quell’epoca andrebbe ricordata – al netto della volontà di celebrarla eccessivamente – come un momento positivo e di grande spinta propulsiva da parte della società civile (messa a tacere a colpi di spot, manifestazioni “da regime” – come la consegna delle prime C.A.S.E. – e a colpi di ordinanze).

La partecipazione è fondamentale, in un’area colpita da una catastrofe. E anche in uno stato d’emergenza. Questa seconda parte di Yes We Camp racconta come nasce il titolo del film e quali erano le ragioni e le motivazioni di chi manifestava.

Quell’estate andrebbe raccontata, mi scriveva qualche giorno fa Sara Vegni (una delle anime del 3e32 fin da quei giorni).

Bene. Raccontiamola.

Alberto Puliafito (@albertopi)
Comando e Controllo (@statodemergenza)

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#occupylaquila e la stampa nazionale silente

Posted in L'Aquila 2012, Media on April 15th, 2012 by Alberto

Se ci fosse un minimo di criterio nella “notiziabilità”, se i giornali mainstream non fossero complici nella creazione di un flusso ininterrotto di “notizie” (perlopiù copia-incollate) che si inseguono senza approfondimenti, senza chiarimenti, senza idee né analisi, che spengono il cervello delle persone, allora ci sarebbe, da tre anni, una finestra costantemente aperta sull’Aquila, dopo il terremoto del 6 aprile 2009.

Invece non è così.

Non solo. I media mainstream, anche quelli che fanno della controcultura un’arte commerciabile, sempre pronti ad accogliere qualsiasi idiozia che proponga Twitter, ignorano anche la “piccola” ma importante iniziativa #occupylaquila (un hashtag che racchiude non solo una mobilitazione sul social network ma anche un incontro dal vivo, in cui si parla della città terremotata e del suo futuro).

Sì, certo. E’ organizzata da una rivista e magari, per i puristi, ha anche un risvolto un po’ “commerciale”. Ma non si spiega perché un evento che ha lo scopo primario di raccontare una città che i media ricordano, ormai, solamente in occasione della messa in scena per la commemorazione della tragedia, debba essere ignorato in questo modo.

L’agenda setting esclude l’Aquila dalla “notiziabilità”. Tranne quando si può speculare un po’ sul dolore o quando c’è un nuovo scandalo da indignazione a orologeria.

Forse, oltre #occupylaquila, bisognerebbe pensare a liberare i giornali e i loro siti dall’occupazione anti-culturale di cui sono vittime, dalla bulimia di notizie e titoloni, dalla mercificazione dell’informazione e dal suo svuotamento progressivo.

Alberto Puliafito (@albertopi)
Comando e Controllo (@statodemergenza)

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#occupylaquila. Dopo la vera occupazione militare dell’esercito degli aiuti

Posted in L'Aquila 2012, Media on April 15th, 2012 by Alberto

Oggi all’Aquila va in scena #occupylaquila, iniziativa di Wired.it che, come tutte le iniziative rivolte a squarciare ancora una volta il velo di disinformazione e bugie sulla città dopo il terremoto del 6 aprile 2009, è encomiabile e va sostenuta.

L’iniziativa si può seguire in Piazza Duomo nel capoluogo abruzzese, oppure su Twitter con l’apposito hashtag.

Il nome, occupylaquila, si rifa all’ondata di occupy dopo il più famoso di tutti, Occupy Wall Street.

Ma il termine, occupazione, rimanda, nel suo significato deteriore, ad altri concetti, che conosce bene chi ha vissuto L’Aquila post-terremoto nei mesi immediatamente successivi all’evento sismico. L’occupazione militare e paramilitare che è stata effettuata attraverso ogni sorta di divisa: dall’esercito alla polizia passando per i corpi volontari e il dipartimento nazionale della Protezione civile.

Un’occupazione paramilitare che veniva edulcorata e mascherata dalla retorica dell’aiuto: quell’aiuto per cui occorreva essere ad ogni costo grati – anche quando non era richiesto – e che ha narcotizzato socialmente la popolazione, con l’effetto aggiuntivo di poter essere sbandierato a tutta Italia per raccontare lo straordinario miracolo che stavano compiendo il Governo ed il Capitalismo dei disastri.

E’ il lato oscuro della virtù.

Alberto Puliafito (@albertopi)
Comando e Controllo (@statodemergenza)

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