«La realtà è un’altra cosa», dall’Aquila alla Val di Susa

Posted in L'Aquila 2012, Media, TAV on April 14th, 2012 by Alberto

La vignetta che Mimmo Lombezzi ci ha regalato per la campagna popolare di distribuzione in dvd di Comando e Controllo ricorda quella frase che apre sia Yes We Camp sia Comando e Controllo:

«La realtà è un’altra cosa. Non è quello che fanno vedé alla televisione».

E’ una frase pronunciata da una donna, sfollata, davanti alla tenda blu della Protezione civile. E’ una frase che – nella sua semplicità non banale – si adatta perfettamente alla realtà parallela che è stata raccontata sull’Aquila post-terremoto. Ma anche ad altre questioni nostrane – per rimanere nei confini italici. Penso, ad esempio, a come viene raccontata la questione del Treno ad Alta Velocità in Val di Susa: un’altro caso esemplare di “ricostruzione mediatica”.

La propaganda funziona. «Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità», diceva Goebbels. La televisione riesce a fare di meglio: trasforma la verità, la riproduce a seconda delle necessità di chi la controlla e genera anche narcolessia sociale.

«La realtà è un’altra cosa».

Alberto Puliafito (@albertopi)
Comando e Controllo (@statodemergenza)

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Yes We Camp – L’inizio della storia

Posted in Comando e Controllo, L'Aquila 2009, L'Aquila 2012 on April 12th, 2012 by Alberto

Tutte le storie iniziano da qualche parte. Quella tragica dell’Aquila comincia ben prima del 6 aprile 2009. Comincia quando lo sciame sismico è stato sottovalutato. La storia di Comando e controllo, invece, comincia con Yes We Camp, un documentario diaristico a puntate, integralmente pubblicato su YouTube e fruibile gratuitamente.

Nella prima puntata, dopo una breve introduzione che chiarisce da subito le principali difficoltà di documentazione e di lavoro giornalistico “non embedded” sul territorio aquilano in emergenza, ecco la manifestazione del 16 giugno 2009, dove migliaia di cittadini dell’Aquila, davanti a Montecitorio, rivendicavano già il diritto alla partecipazione e sollevavano tutta una serie di criticità che sarebbero emerse. Inclusa la richiesta di non fare semplicemente una “ricostruzione mediatica” della città.

Poi, qualche testimonianza delle “promesse” che sicuramente non verranno mantenute, infine la fiaccolata del 6 luglio 2009 in cui si chiedeva, in un silenzio notturno illuminato dalle fiamme delle fiaccole, “verità e giustizia”.

Vale ancora adesso, quella richiesta. Ora e sempre.

Alberto Puliafito (@albertopi)
Comando e Controllo (@statodemergenza)

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No Tav, no al Comando e al Controllo

Posted in Comando e Controllo, L'Aquila 2012, Neoliberismo, No TAV on April 11th, 2012 by Alberto

11 Aprile 2012. A Chiomonte arrivano gli espropri e il movimento No Tav prosegue nella sua azione di resistenza.

Ci sono molti spunti che legano la retorica della grande opera con quello che è stato imposto sul territorio aquilano, e non è un caso che proprio a CaseMatte si sia tenuto un incontro, tempo fa, dal titolo Emergenza e Grandi Opere: partecipavano i No Tav e i No Ponte, fra gli altri. Era l’inverno del 2009 e da allora non è cambiato molto.

Le grandi opere vengono definite strategiche ed indifferibili. Se incontrano ostacoli sulla loro strada – come la sacrosanta opposizione degli abitanti del luogo, troppo spesso immotivatamente dipinte come vittime della sindrome not in my backyard, ignorando volutamente il fatto che il movimento No Tav abbia le sue sacrosante ragioni – le grandi opere giustificano militarizzazione del territorio (come all’Aquila), vengono accompagnate da una propaganda straordinaria che le racconta, falsamente, in tutte le loro positività (esattamente come l’intervento della Protezione Civile all’Aquila, esattamente come il Progetto C.A.S.E.), da decretazioni d’urgenza, decisioni d’imperio, mancanza di partecipazione e violenza di stato.

E’ per questo che la logica raccontata da Comando e Controllo sfugge alla retorica antiberlusconiana che ha governato la maggior parte del pensiero antisistemico in Italia negli ultimi anni e racconta, invece, il sistema contro il quale è necessario opporre consapevolezza, informazione, partecipazione e resistenza.

Alberto Puliafito (@albertopi)
Comando e Controllo (@statodemergenza)

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«Stiamo proiettando un film che il Paese non conosce»

Posted in Comando e Controllo, L'Aquila 2012 on April 10th, 2012 by Alberto

Chi non ha mai vissuto sulla propria pelle lo stato d’emergenza non può sapere quanto possa essere subdola e dura la limitazione delle libertà individuali.

Il fatto è che oggi lo stato d’emergenza lo stanno vivendo sulla loro pelle tutti gli italiani, magari senza accorgersene: siamo in emergenza, per questo abbiamo un Governo di perfetti sconosciuti – che per molti è meglio del precendente. Già. Ma esattamente, perché è meglio del precedente? E’ davvero “meglio” da un punto di vista “politico”? – che decide quel che dovrà essere del nostro futuro.

Un Governo che non deve rendere conto a nessuno. Un Governo che è venuto per mettere a posto le cose, esattamente come quel Guido Bertolaso che si affacciò all’Aquila e disse: «Noi siamo qua per servire».

Il volto buono del potere e l’emergenza, la sensazione di dover essere grati e la propaganda sono un’alchimia letale per la libertà.

Comando e controllo genera anticorpi. Ma è ancora un film che il Paese non conosce. Come dice uno dei protagonisti di questo primo video “virale” tratto dal film.

Alberto Puliafito (@albertopi)
Comando e Controllo (@statodemergenza)

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CaseMatte da difendere

Posted in Comando e Controllo, L'Aquila 2012 on April 10th, 2012 by Alberto

L’Aquila. Oggi, 10 aprile 2012, comincia uno dei processi più assurdi del post-terremoto. In dodici vengono chiamati in tribunale per rispondere del reato di occupazione. La colpa dei 12 (e di molti altri) è quella di aver riqualificato 28 metri quadri all’interno di un ex manicomio, da tempo abbandonato dalla Asl.

Gli spazi attorno al baretto (guarda com’era e com’è oggi) sono diventati, nel tempo, una luogo in cui, sotto la pratica dell’autogestione, una parte della società civile non si è rassegnata alla narcolessia sociale imposta dall’alto ma anzi sono circolate informazioni, si è discusso, si è diffusa cultura, si sono praticati scambi sociali in cui non è mai prevalsa la logica del profitto ma in cui, invece, si è riconquistata quella socialità altrimenti relegata ai corridoi di qualche centro commerciale.
CaseMatte ha colmato quel vuoto e quel bisogno di socialità che la politica e le istituzioni non hanno saputo garantire all’Aquila – anzi, che spesso hanno scoraggiato – dopo il terremoto.

Gran parte di Comando e controllo deve la propria esistenza ai mesi che il suo regista ha trascorso prima nel Parco Unicef di Via Strinella, poi a CaseMatte. E’ stato in questi due luoghi che abbiamo studiato le ordinanze di Protezione Civile; è da questo luogo che è partito l’impegno contro Protezione Civile SpA, ben prima che arrivassero le indagini della magistratura ad interrompere l’aberrante progetto di trasformare la gestione delle emergenze in una società per azioni; è in questo luogo che si è parlato di grandi opere, grandi eventi, stato d’emergenza, Comando e Controllo.

Ecco perché, anche per noi, CaseMatte è da difendere.

Fra le quote di sostegno a Comando e Controllo, quelle pensate per le associazioni o i gruppi, con la visita ai luoghi raccontati nel film o quelle comprensive della maglietta di CaseMatte, vanno anche a sostegno di quell’importante spazio.

Alberto Puliafito (@albertopi)
Comando e Controllo (@statodemergenza)

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