Comunicato stampa dalle Tendopoli aquilane

Posted in L'Aquila 2009, Media on October 24th, 2009 by Alberto

Da qui non ce ne andiamo

Siamo gli abitanti delle tendopoli di Paganica, Tempera, San Gregorio, Italtel2, San Giacomo, Globo, Arischia.

Abbiamo vissuto per sette mesi nei cami di accoglienza allestiti subito dopo il terremoto.

Siamo rimasti nei nostri comuni di residenza e abbiamo contribuito alla ripresa socioeconomica del territorio.

Adesso ci dicono di allontanarci a 100 km da qui, costringendoci ad affrontare spostamenti che per la nostra condizione sono insostenibili.

E’ un nostro diritto restare sulla nostra terra, pertanto richiediamo soluzioni abitative immediate per non essere deportati lontano dal nostro lavoro, dalle nostre scuole, dai nostri affetti e dalle nostre esistenze.

Per questi motivi oggi abbiamo esposto striscioni e protestato nelle nostre tendopoli.

Gli abitanti delle tendopoli di Paganica, Tempera, San Gregorio, Italtel2, Globo, Arischia

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Ancora nelle tende (L’Aquila, 23 ottobre 2009)

Posted in L'Aquila 2009, Videos on October 24th, 2009 by Alberto

E' severamente vietato scattare fotografie - Cartello all'ingresso del Campo di Collemaggio

Il 23 di ottobre 2009 all’Aquila almeno 4mila aquilani sono ancora ospiti delle tendopoli: sono passati 197 giorni dall’evento sismico.

Quelli che i media hanno definito “irriducibili” non sono di persone che hanno deciso di rimanere lì per capriccio, né di facinorosi: sono persone che per esigenze di vario genere hanno bisogno di rimanere all’Aquila (lavoro, figli, genitori, parenti, impossibilità al pendolarismo per vari motivi, necessità mediche…) e devono rifiutare collocazioni a decine e decine di chilometri di distanza, in alberghi, dopo sei mesi di vita in tenda.
Se fossero state ascoltate le richieste di chi da tempo sottolineava come le scelte – tutte dall’alto – di questa gestione post-sisma contenessero gravi errori di valutazione, oggi forse non ci si troverebbe in questa situazione.
Il piano di gestione post-sisma, che, per la prima volta nella storia della gestione dei terremoti e dell’emergenza ha visto la scelta di saltare a pié pari la fase dei moduli rimovibili mostra ora almeno una parte delle sue gravi criticità. Le altre – consumo permanente del territorio, disgregazione sociale in new town – mostreranno i loro effetti nei prossimi anni.

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