Metti una sera a cena (con la Protezione Civile)

Posted in L'Aquila 2009, Protezione Civile on December 23rd, 2009 by Alberto

P.C.

Immaginati, per assurdo, una sera a cena, in una pizzeria dell’Aquila, sotto Natale.

Immaginati di avere, al tavolo vicino al tuo, un gruppetto di dipendenti del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, con le loro belle felpe con la scritta in vista (felpe che – dati ufficiali – le Confezioni Mario De Cecco SPA hanno fornito in ragione di 600 al costo di 18.720,00 euro, ovvero 31,20 euro a felpa, fondi presi dalla somma stanziata dal DPC Terremoto Abruzzo) e con le loro giacche a vento (fornite sempre da Confezioni Mario De Cecco SPA in ragione di n.120 al costo di 23.760 euro, ovvero 198 euro a giacca a vento).

Immaginati di aver appena letto la bella inchiesta di Filippo Gatti, uscita sull’Espresso; di aver letto il libro Potere Assoluto di Manuele Bonaccorsi e le sue riflessioni su Protezione Civile SpA, su Left. Immaginati, infine di aver seguito, da tempo, le metodologie di azione della stessa Protezione Civile all’Aquila e di averne scritto ampiamente.

Se riesci a immaginare tutto questo, immaginerai anche che ti verrà naturale cercare di capire di cosa parlano, i tuoi commensali: è curiosità, capita a tutti, persino quando si sente una coppia che parla dell’ultimo film visto insieme. Ma ti verrà anche naturale voler essere meno indiscreto possibile, e quindi ti farai i fatti tuoi.

Immagina, però, che a un certo punto le voci al tavolo vicino a te aumentino di volume e che il silenzio nella stanza venga rotto da una voce squillante di donna:
“Io vorrei solo sapere cosa sarà del mio mandato”.
Ride. La genziana, si sa, rende allegri.
Qualcuno le risponde, con deferenza: “Lui dice che il mandato è congelato”.
“Lui?”
“Lui. Solo Lui parla”.
“E tu l’hai ascoltato”?
“Per un’ora. La SpA si farà. Ma bisogna vedere cosa succede nel 2010. Il rinnovo del mandato non è immediato. Devono arrivare le firme”.

Immaginati poi che i commensali si rendano conto di aver alzato troppo la voce e quindi cambino discorso. Avrai percepito poco, avrai poco da aggiungere a quello che sai già. Saprai solamente che di Lui parlano senza nemmeno nominarlo, in segno di rispetto. Lui.

E saprai che loro, da Lui, aspettano una firma per il rinnovo del mandato.

Aspettano di sapere se rientreranno nei 300 che verranno assunti nella nuova Società di Servizi. Dipendenti che vogliono sapere se avranno ancora un lavoro, dopo che sarà finita la prima emergenza in Abruzzo.

Naturalmente, una conversazione simile, a cena, non può che essere frutto dell’immaginazione. Nessuno, infatti, può davvero parlare con una deferenza simile di Qualcuno, di un altro essere umano.

Poi ripensi che di quel Qualcuno, Letta disse: “Santo subito”.
E allora, forse, immaginerai che fosse tutto vero, e che anche quello faccia parte dell’enorme costruzione agiografica del Personaggio.

L’Aquila – Le regole del giornalismo

Posted in L'Aquila 2009 on December 22nd, 2009 by Alberto

Tasse

Ci sono regole giornalistiche che valgono in generale, altre che, evidentemente, si adattano alla realtà.

All’Aquila, il meccanismo è chiaro. Se un piccolo sbaglia (vedi Il Capoluogo, che erroneamente attribuisce al Tg5, riprendendo un comunicato stampa, la notizia del miglioramento della qualità della vita all’Aquila nel 2009), deve rettificare immediatamente. Sia chiaro: ritengo fermamente che ogni volta che si diffonde una notizia errata, sia necessario rettificarla dando alla rettifica la stessa visibilità dell’errore.

Ma è bene chiarire una cosa, in merito: la notizia esiste, e deriva da una “scalata” di sei posizioni dell’Aquila in questa speciale classifica della qualità della vita delle città italiane, redatta da Il Sole 24 Ore.

Tuttavia, è bene notare che la gran parte dei parametri di questa classifica sono relativi a dati che riguardano il 2008, quindi antecedenti al sisma. Come al solito, i dati, possono essere variamente interpretati, se non si conoscono a fondo le condizioni al contorno.

Se invece un grande sbaglia, cosa accade? Il Tg5 propose un servizio dall’Aquila affermando che il Consiglio Comunale era stato convocato all’aperto per festeggiare la riapertura del centro storico. Falso, e lo si può dire senza timore di essere contraddetti, giacché le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Comunale e del Sindaco Cialente sono chiare in merito nel corso del Consiglio stesso: le ragioni di quella inusitata convocazione sono ben altre. Si vuole infatti dimostrare all’Italia e al Mondo quale sia la vera situazione dell’Aquila, fra le macerie (fisiche e sociali), perché all’Aquila è in corso un’operazione di inusitata ricostruzione mediatica.

Risultato? Il “grande” sbaglia, ma non rettifica.

Ma proseguiamo. Sulla questione tasse, tributi e contributi nei paesi colpiti dal sisma, L’Aquila inclusa, c’è da dire molto.
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Subappalti all’Aquila: una giungla che favorisce la mafia? La questione arriva in Parlamento

Posted in L'Aquila 2009 on December 20th, 2009 by Alberto

C.A.S.E.

Cosa sta succedendo, negli appalti all’Aquila? Le misure di controllo per evitare le infiltrazioni mafiose sono sufficienti?
Parrebbe di no.

Prima escono articoli – pochi – su vari organi di stampa. Su tutti, vanno senz’altro segnalati quelli di Angelo Venti, giornalista di Site.it e di Libera, l’associazione antimafia presieduta da Don Ciotti, che all’Aquila ha attivato un osservatorio sulla ricostruzione. La sua inchiesta su Site.it, che ha trovato visibilità anche su Left, è senz’altro da leggere e da mantenere come punto di riferimento per comprendere a fondo la questione.

Una questione che arriva anche in Parlamento – nel silenzio imbarazzante di tutti gli organi di informazione nazionali -: in merito, Laura Garavini, deputato e membro della Commissione Parlamentare di Inchiesta sul Fenomeno della Mafia, deposita alla Camera un’interpellanza urgente e due interrogazioni parlamentari.

In questi mesi sono già stati revocati i certificati antimafia a due ditte che lavoravano al Progetto C.A.S.E. (era il 5 settembre, e i lavori erano già iniziati da tempo) e altre quattro sono state denunciate. Secondo le Forze dell’Ordine, altre 132 ditte dovrebbero essere sottoposte a approfondimenti.

Ma che cosa favorisce le ditte mafiose? La deroga secondo la logica emergenziale. Per cominciare, normalmente si può subappaltare il 30% della quota dei lavori. Ma in deroga, all’Aquila si arriva al 50%. In altri termini, la metà dell’appalto è gestito senza gara. E la musica non cambia se si considera il tema dei controlli. Anzi, l’ordinanza n. 3820 della Presidenza del Consiglio, che giunge a novembre inoltrato, sembra proprio cancellare, con l’Art.2, una serie di norme che regolano il subappalto nei lavori pubblici (tempistiche, nomi delle ditte sui cartelli dei lavori, obblighi di dichiarazioni varie).

Insomma, gli strumenti di controllo ci sarebbero, ma la deroga li fa saltare creando una voragine normativa in cui le organizzazioni criminali possono provare a inserirsi senza troppo sforzo.

Così, l’interpellanza urgente rileva il rischio di un “abuso di potere di ordinanza della Protezione Civile” proprio in quell’ordinanza 3820. Un abuso di potere che potrebbe addirittura vanificare gli accertamenti e le verifiche sugli appalti sospetti, rendendo inutilizzabili le prove già raccolte da parte delle Forze dell’Ordine.

La prima interrogazione parlamentare, invece, chiede lumi sull’operato della Sezione Specializzata del Comitato di Coordinamento per l’Alta Sorveglianza delle Grandi Opere e del GICER (Gruppo Interforze Centrale per l’Emergenza e la Ricostruzione). Si tratta di due strutture previste dal Decreto Abruzzo proprio per garantire la vigilanza su appalti e subappalti. Di entrambe si sono perse le tracce. Persino sul sito internet del Ministero o su quello della Prefettura dell’Aquila, che pure aveva il compito di istituirli.

La seconda interrogazione parlamentare, infine, chiede quali siano i provvedimenti messi in atto per realizzare la white list di imprese “oneste” – anch’essa prevista dal Decreto Abruzzo – e se la stesura della stessa non debba essere una priorità per il Governo.

Insomma, in attesa di risposte i tre strumenti parlamentari pongono in rilievo un fatto: la giungla di subappalti all’Aquila, complici dubbie ordinanze, rischia di diventare un groviglio inestricabile per chi controlla e, di contro, una strada facile da percorrere per la criminalità organizzata.

Tasse ai terremotati – Dopo le promesse, la beffa

Posted in L'Aquila 2009, Media on December 19th, 2009 by Alberto

Consiglio Comunale, 9 dicembre 2009

Dipendenti, cassaintegrati e pensionati terremotati torneranno a pagare le tasse regolarmente. Così come le società e le aziende con volume d’affari superiore a 200mila euro. Se – il dubitativo è ancora doveroso, vista la montagna di parole fin qui spese – verrà effettivamente prorogata la sospensione, non sarà per tutti. Non solo: non ci sono sconti sugli arretrati e andrà restituito il 100% in 60 rate. E tutte le promesse fatte? Rivediamole.

28 luglio 2009 – Il Centro, quotidiano locale, scrive: “In meno di due ore si riaccendono le speranze dei contribuenti aquilani. Intorno alle 17 la Camera approva all’unanimità un ordine del giorno che equipara la condizione fiscale dei terremotati aquilani a quella delle popolazioni di Umbria e Marche. Prima delle 19 arriva l’accordo tra il ministro Tremonti e il capo della Protezione civile, Bertolaso, sul rinvio per il pagamento delle tasse.”
Il trattamento a Marche e Umbria va ricordato: sospensione delle tasse per tutti per 18 mesi, restituzione del 40% degli arretrati e dopo 12 anni in 120 rate. Tutti tranquilli e voci fuori dal coro messe a tacere.

7 dicembre – La situazione non si sblocca, anche se tutti danno per scontato che gli impegni vengano mantenuti. Stefania Pezzopane chiama alla mobilitazione. Arrivano altre promesse. Per giorni, il giornale locale titola che le tasse saranno sospese, e lo stesso dicono i tg nazionali. Bertolaso: “Spero di aver così tranquillizzato i nostri amici aquilani ai quali ancora una volta stiamo dando prova di grande serietà e coerenza“. Si smentirà da solo nel giro di dieci giorni.

10 dicembre – ancora nulla di fatto. Gli aquilani sono in piazza a Montecitorio.
Ma Bertolaso attacca duramente: “Cialente ha perso una buona occasione per lavorare su altre cose.” E garantisce che la sospensione delle tasse arriverà con il decreto che crea anche la Spa della Protezione Civile. Il che fa nascere dubbi legittimi da una parte: non è che si tenta di blindare al voto quel decreto? Dall’altra, invece, arrivano le accuse alla sinistra di strumentalizzare la questione per scendere in piazza. Un classico.

12 dicembre – A L’Aquila si mormora: “Visto? Le tasse ce le hanno sospese“. Come se non bastasse, Bertolaso rassicura ancora: “Alcune ipotesi sono state gia’ formulate in Finanziaria. Non ci sara’ alcun problema ad inserire questa norma nel decreto legge all’esame del Consiglio dei Ministri, che chiude l’emergenza rifiuti in Campania e restituisce alle autorita’ locali la competenza dell’emergenza Abruzzo“.

17 dicembre – Le carte si scoprono. Nel decreto-calderone, la proroga della sospensione delle tasse non c’è. Bertolaso cambia versione: “C’è ovviamente anche la proroga della sospensione dei tributi in Abruzzo, che non è nel decreto che riguarda l’Abruzzo ma nel ‘milleproroghe“. Ovviamente, dice. Ma non cambia versione solo su quello: “La proroga non sarà per tutti, ma riguarderà il territorio del cratere e le categorie più a rischio per il pagamento dei tributi“.

Eccolo servito, il boccone amaro agli aquilani. E il trattamento per la questione tasse è solo una delle tante criticità di questo sisma mai raccontate veramente. Tant’è che, in tutta fretta, ieri sera, vari Tg hanno parlato della sospensione delle tasse in Abruzzo dandola per scontata. Un po’ come hanno fatto con gli aquilani in tutti questi mesi. Il messaggio alla nazione dev’essere uno solo: “L’Aquila? E’ stato risolto tutto“.

E’ evidente che non è così. L’unica speranza per i terremotati? Che anche questa volta le dichiarazioni si smentiscano da sole. Ma appare molto difficile. E così, Cialente e Pezzopane chiamano a raccolta gli aquilani per il pomeriggio di ieri, 18 dicembre 2009.

Nel frattempo, continuano i comunicati stampa e le promesse, secondo una precisa strategia di comunicazione che impedisce qualunque uscita che rilevi le criticità sulla stampa nazionale.

Terremoto ed efficienza? Tutto inizia con una “riunione ridicola”

Posted in L'Aquila 2009 on December 18th, 2009 by Alberto

P.C.

Le fondamenta dell’efficientismo della Protezione Civile, cavallo di battaglia di Berlusconi e Bertolaso nella gestione terremoto all’Aquila, scricchiolano.

Bertolaso si infuria per i ritardi nelle consegne dei moduli abitativi (e delle case del Piano C.A.S.E., anche se non si dice ufficialmente) e se la prende con gli imprenditori che non rispettano i tempi. Ma questi si difendono:

Lavoriamo in condizioni difficili.

Di 15mila aquilani non si hanno notizie ufficiali (molti vivono in camper, roulotte, baracche, case di legno abusive). 19.587 sono ancora assistiti in alberghi, caserme, case private fuori dall’Aquila (dati ufficiali P.C.), a fronte di appena 7.922 accolti nelle C.A.S.E. e 882 nei M.A.P. (dati ufficiali P.C.). Le infiltrazioni mafiose nei subappalti sono una realtà, come documenta l’inchiesta di Angelo Venti, direttore di Site.it.

Ma l’efficientismo scricchiola anche a monte, quando si parla di previsione e prevenzione, compiti fondamentali della Protezione Civile. Almeno, prima che diventasse anche un’organizzatrice di Grandi Eventi.

Un duro colpo, lo sferrano le recenti dichiarazioni del Prof. Boschi, direttore di quell’INGV che rischia di vedersi scippare il monitoraggio terremoti dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile grazie al decreto-calderone in via di approvazione da parte del Governo.

Boschi, a proposito della riunione della Commissione Grandi Rischi del 31 marzo, afferma, in un’intervista pubblicata nell’ultimo numero di Left:

Ridicolo. In tanti anni non ho mai visto una riunione del genere della Commissione grandi rischi.

Ma cosa accade, esattamente, il 31 marzo?

Alla riunione della Commissione si parla dello sciame sismico in atto da mesi nell’aquilano. Sono presenti le personalità italiane ritenute più autorevoli in tema di terremoti, prevenzione e costruzioni antisismiche. Fra di essi, il Prof. Calvi, (Eucentre) e il Prof. Dolce (Dipartimento Nazionale della Protezione Civile), che in seguito, proprio in nome di questa autorevolezza, collaboreranno per la progettazione e realizzazione del Progetto C.A.S.E. (quelle che, all’Aquila, si chiamano, senza ironia, le case di Berlusconi); il prof. De Bernardinis; il prof. Boschi e altri. C’è anche il Sindaco dell’Aquila.

Ci si sbriga in fretta, quel giorno: secondo il verbale (che si può scaricare qui), la riunione dura appena un’ora, e Boschi sottolinea come anche questo sia molto strano, vista la situazione.
Nella sostanza, il verbale (altra anomalia: i presenti lo firmeranno solo il pomeriggio del 6 aprile. Dopo la scossa devastatrice) ricalca il comunicato stampa diramato dalla Protezione Civile il giorno prima, 30 marzo:

È utile precisare che non è possibile prevedere in alcun modo il verificarsi di un terremoto e che non c’è nessun allarme in corso da parte del Dipartimento della Protezione Civile, ma una continua attività di monitoraggio e di attenzione.

Impossibile prevedere un terremoto. Nessun allarme. Monitoraggio e attenzione. Sono le parole chiave di quei giorni. Ma il Sindaco Cialente non si tranquillizza affatto e il 1° Aprile manda un telegramma alla Protezione Civile:

[...] chiedesi urgente e congruo stanziamento di fondi per prime emergenze, nonché dichiarazione stato emergenza ai fini dell’effettuazione dei necessari interventi di ripristino idoneità degli edifici pubblici e privati. Inoltre, si segnalano in particolare gravissimi danni strutturali in due edifici scolastici ospitanti cinquecento alunni.

Il telegramma resta inascoltato: niente fondi, niente stato di emergenza. Il 6 aprile, ecco la scossa. E la prevenzione, che fine ha fatto? Le dichiarazioni di Boschi riaprono la questione, insieme ad altre testimonianze.

Il 18 aprile, per esempio, Stefania Pezzopane è durissima:

Lanciavamo continui appelli, la gente fuggiva in strada per paura delle scosse. Ci era stato detto che la nostra era una psicosi, che avremmo dovuto avere un atteggiamento diverso, di serenità. Invece…

L’Avvocato Antonio Valentini, aquilano, rileva dolo nelle mancanze in tema di prevenzione. Così, ad agosto, presenta una denuncia per omicidio colposo:

Le rassicurazioni che giornalmente ci venivano date tramite la stampa dagli organi ufficiali, il messaggio che hanno mandato, hanno indotto in errore tante persone e tante persone, di queste che sono state indotte in errore, purtroppo non sono più tra noi”. Per conoscere gli sviluppi della denuncia, occorrerà aspettare dopo Natale.

Da queste rassicurazioni, comunque, Boschi si chiama fuori:

Sarei folle ad andare in una zona che il mio istituto definisce ad altissimo rischio a tranquillizzare tutti.

L’Avvocato Simona Giannangeli, il 30 ottobre, nel corso di un incontro organizzato dal Legal Team Italia, afferma:

Un terremoto non si può prevedere. Ma qui è stato previsto un non terremoto.

Un medico aquilano, in piazza a Montecitorio il 10 dicembre, racconta che l’ospedale non aveva nemmeno un piano di evacuazione, non era stato predisposto nulla per un’eventuale accoglienza di feriti.

Berlusconi e Bertolaso si dichiarano, oggi come il 6 aprile, orgogliosi della loro Protezione Civile.
Ma la sensazione che questo orgoglio sia immotivato è molto forte e ha fondamenta più solide di quelle dell’efficientismo sbandierato mediaticamente.

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