Terremoto ed efficienza? Tutto inizia con una “riunione ridicola”

Posted in L'Aquila 2009 on December 18th, 2009 by Alberto

P.C.

Le fondamenta dell’efficientismo della Protezione Civile, cavallo di battaglia di Berlusconi e Bertolaso nella gestione terremoto all’Aquila, scricchiolano.

Bertolaso si infuria per i ritardi nelle consegne dei moduli abitativi (e delle case del Piano C.A.S.E., anche se non si dice ufficialmente) e se la prende con gli imprenditori che non rispettano i tempi. Ma questi si difendono:

Lavoriamo in condizioni difficili.

Di 15mila aquilani non si hanno notizie ufficiali (molti vivono in camper, roulotte, baracche, case di legno abusive). 19.587 sono ancora assistiti in alberghi, caserme, case private fuori dall’Aquila (dati ufficiali P.C.), a fronte di appena 7.922 accolti nelle C.A.S.E. e 882 nei M.A.P. (dati ufficiali P.C.). Le infiltrazioni mafiose nei subappalti sono una realtà, come documenta l’inchiesta di Angelo Venti, direttore di Site.it.

Ma l’efficientismo scricchiola anche a monte, quando si parla di previsione e prevenzione, compiti fondamentali della Protezione Civile. Almeno, prima che diventasse anche un’organizzatrice di Grandi Eventi.

Un duro colpo, lo sferrano le recenti dichiarazioni del Prof. Boschi, direttore di quell’INGV che rischia di vedersi scippare il monitoraggio terremoti dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile grazie al decreto-calderone in via di approvazione da parte del Governo.

Boschi, a proposito della riunione della Commissione Grandi Rischi del 31 marzo, afferma, in un’intervista pubblicata nell’ultimo numero di Left:

Ridicolo. In tanti anni non ho mai visto una riunione del genere della Commissione grandi rischi.

Ma cosa accade, esattamente, il 31 marzo?

Alla riunione della Commissione si parla dello sciame sismico in atto da mesi nell’aquilano. Sono presenti le personalità italiane ritenute più autorevoli in tema di terremoti, prevenzione e costruzioni antisismiche. Fra di essi, il Prof. Calvi, (Eucentre) e il Prof. Dolce (Dipartimento Nazionale della Protezione Civile), che in seguito, proprio in nome di questa autorevolezza, collaboreranno per la progettazione e realizzazione del Progetto C.A.S.E. (quelle che, all’Aquila, si chiamano, senza ironia, le case di Berlusconi); il prof. De Bernardinis; il prof. Boschi e altri. C’è anche il Sindaco dell’Aquila.

Ci si sbriga in fretta, quel giorno: secondo il verbale (che si può scaricare qui), la riunione dura appena un’ora, e Boschi sottolinea come anche questo sia molto strano, vista la situazione.
Nella sostanza, il verbale (altra anomalia: i presenti lo firmeranno solo il pomeriggio del 6 aprile. Dopo la scossa devastatrice) ricalca il comunicato stampa diramato dalla Protezione Civile il giorno prima, 30 marzo:

È utile precisare che non è possibile prevedere in alcun modo il verificarsi di un terremoto e che non c’è nessun allarme in corso da parte del Dipartimento della Protezione Civile, ma una continua attività di monitoraggio e di attenzione.

Impossibile prevedere un terremoto. Nessun allarme. Monitoraggio e attenzione. Sono le parole chiave di quei giorni. Ma il Sindaco Cialente non si tranquillizza affatto e il 1° Aprile manda un telegramma alla Protezione Civile:

[...] chiedesi urgente e congruo stanziamento di fondi per prime emergenze, nonché dichiarazione stato emergenza ai fini dell’effettuazione dei necessari interventi di ripristino idoneità degli edifici pubblici e privati. Inoltre, si segnalano in particolare gravissimi danni strutturali in due edifici scolastici ospitanti cinquecento alunni.

Il telegramma resta inascoltato: niente fondi, niente stato di emergenza. Il 6 aprile, ecco la scossa. E la prevenzione, che fine ha fatto? Le dichiarazioni di Boschi riaprono la questione, insieme ad altre testimonianze.

Il 18 aprile, per esempio, Stefania Pezzopane è durissima:

Lanciavamo continui appelli, la gente fuggiva in strada per paura delle scosse. Ci era stato detto che la nostra era una psicosi, che avremmo dovuto avere un atteggiamento diverso, di serenità. Invece…

L’Avvocato Antonio Valentini, aquilano, rileva dolo nelle mancanze in tema di prevenzione. Così, ad agosto, presenta una denuncia per omicidio colposo:

Le rassicurazioni che giornalmente ci venivano date tramite la stampa dagli organi ufficiali, il messaggio che hanno mandato, hanno indotto in errore tante persone e tante persone, di queste che sono state indotte in errore, purtroppo non sono più tra noi”. Per conoscere gli sviluppi della denuncia, occorrerà aspettare dopo Natale.

Da queste rassicurazioni, comunque, Boschi si chiama fuori:

Sarei folle ad andare in una zona che il mio istituto definisce ad altissimo rischio a tranquillizzare tutti.

L’Avvocato Simona Giannangeli, il 30 ottobre, nel corso di un incontro organizzato dal Legal Team Italia, afferma:

Un terremoto non si può prevedere. Ma qui è stato previsto un non terremoto.

Un medico aquilano, in piazza a Montecitorio il 10 dicembre, racconta che l’ospedale non aveva nemmeno un piano di evacuazione, non era stato predisposto nulla per un’eventuale accoglienza di feriti.

Berlusconi e Bertolaso si dichiarano, oggi come il 6 aprile, orgogliosi della loro Protezione Civile.
Ma la sensazione che questo orgoglio sia immotivato è molto forte e ha fondamenta più solide di quelle dell’efficientismo sbandierato mediaticamente.

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