Berlusconi sulla Protezione civile. E il giornalismo prono

Posted in L'Aquila 2010, Media on June 8th, 2010 by Alberto

La Protezione Civile non si recherà più in Abruzzo finché esisterà l’accusa di omicidio colposo.

Questa la dichiarazione shock di oggi del premier Silvio Berlusconi. Perché, a suo dire, gli uomini e le donne della Protezione Civile rischiano che in Abruzzo qualcuno spari loro in testa.

Quel che fa specie non è tanto questa dichiarazione del presidente del Consiglio: ormai ci si è assuefatti. Quel che fa specie è che nessuno, in questo giornalismo prono in cui i cani da guardia del potere non abbaiano quasi mai e mordono ancor meno, si prenda la briga di rilevare che si tratta dell’ennesima boutade che fa parte del preciso “piano di comunicazione” con cui il Governo e la Protezione Civile hanno presentato – e provano anche oggi a presentare – l’emergenza rifiuti in Campania e l’emergenza terremoto in Abruzzo come due situazioni risolte: i due cavalli di battaglia di Berlusconi e Bertolaso.

E la comunicazione, fondamentale per la costruzione e la ricostruzione mediatica, è uno dei cavalli di battaglia del premier: ormai dovrebbero saperlo anche i bambini.

Che ci siano responsabilità pregresse, nei fatti precedenti al terremoto aquilano, che i compiti di Protezione Civile siano la Previsione e la Prevenzione, non è certo una fantasia da persone schierate a destra o a manca. E’ un fatto. E’ un fatto che esistesse uno studio di dieci anni fa che elencava tutti gli edifici a rischio; è un fatto che lo stesso studio ritenesse probabile un terremoto nell’aquilano; è un fatto che la Commissione Grandi Rischi si è riunita in una riunione sommaria e ha tranquillizzato tutti; è un fatto che all’Aquila non esistesse un piano di Protezione Civile.

La strategia comunicativa è nuovamente volta a screditare chi indaga; a far passare la popolazione aquilana come ingrata e tutti coloro che osano sollevare una qualche critica come i soliti facinorosi; a utilizzare ancora una volta, genericamente, “uomini e donne della Protezione Civile” come scudo umano nei confronti dei vertici.

Per questo occorre rispondere puntualmente – illustrando ogni volta i fatti, a costo di ripetersi all’infinito – a tutto il polverone mediatico che viene sollevato intorno all’Aquila perché, ancora una volta, gli italiani non possano scoprire attraverso i media le verità nascoste.

Qui, il polverone si prova a soffiarlo via, con calma – ci vuole il tempo di un libro, Protezione Civile SpA, e di due film, Yes We Camp e Comando e Controllo – e in maniera metodica e sistematica.

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