Berlusconi dà i (suoi) numeri sull’Aquila. Torna il Dipartimento?

Posted in Uncategorized on July 30th, 2010 by Alberto

Silvio Berlusconi torna a parlare dell’Aquila e annuncia di aver deciso – alla faccia della partecipazione dei cittadini – con Gianni Letta: “riprendiamo nelle mani come governo, come presidenza del Consiglio e come dipartimento della Protezione civile la ricostruzione de L’Aquila”.

E, come tutte le volte in cui parla dello straordinario lavoro fatto dopo il terremoto del 6 aprile, il premier dà i numeri e li gonfia a dovere. Oltre a plasmare una realtà mediatica che può essere facilmente smantellata. E che deve essere smantellata sistematicamente.
Dice il Presidente del Consiglio: “Abbiamo saputo reagire al terremoto costruendo in 10 mesi abitazioni antisismiche per oltre trentamila persone collegate a scuole, asili, negozi e chiese. Non è mai stato fatto al mondo a seguito di nessuna catastrofe”.

Trentamila persone è il dato più facile da smentire. Non c’è nemmeno bisogno di andare all’Aquila, per smontare la dichiarazione. Basta prendere i dati ufficiali del Dipartimento di Protezione Civile. Le C.A.S.E. (provvisorie e in comodato d’uso) sono per 14.454 sfollati.

I M.A.P. (provvisori anche quelli) sono per 2.515 sfollati all’Aquila e 3.026 nei comuni del cratere. Il totale fa 19.995. Ventimila persone.

Non trentamila.

I numeri sono importanti, come le parole.

Per smontare il dato “collegate a scuole, asili etc…” occorrerebbe fare uno sforzo e recarsi nel capoluogo abruzzese, per scoprire che questi collegamenti non ci sono, che le “new town” più grosse sono delle cattedrali nel deserto, dei non luoghi senza servizi, e che la viabilità ha enormi problemi di traffico.

Berlusconi prosegue: “Abbiamo stanziato 15 mld per il terremoto in Abruzzo per le abitazioni ne abbiamo spesi meno di due e dunque ce ne sono 13 da spendere per la ricostruzione. Purtroppo le istituzioni locali non hanno saputo intervenire per dare il via ai lavori e quindi riprendiamo nelle mani la ricostruzione».

Tanto per cominciare, i 15 miliardi di euro per il terremoto sono stati stanziati da qui al 2032: è una cifra importante, ma dilazionata nel tempo.
Secondo il premier, poi, la colpa di un’Aquila ferma e fantasma ricade – una retorica che va avanti da mesi – sulle istituzioni locali, definite ancora una volta incapaci.

Reagisce, il Sindaco Massimo Cialente, in conferenza stampa: ”Le parole del Presidente del Consiglio? Uno degli atti piu’ gravi dal punto di vista istituzionale. Accusare
gli Enti locali di incapacita’ amministrativa, quando le colpe sono altrove, e’ stata da parte del Premier maleducatezza e scostumatezza istituzionale. Quanto al paventato ritorno della Protezione civile in citta’ e’ una questione di democrazia, di moralita’, di trasparenza”.
Per mesi le linee guida sulla ricostruzione delle case E sono state bloccate. Ora si bloccano anche i lavori sulle case A e B, non si chiariscono empasse burocratici, non arrivano i soldi per il ristoro alle attività produttive. Dal primo febbraio, la città dell’Aquila è stata di fatto abbandonata a se stessa, finito lo show e archiviato il caso come “Miracolo Aquilano”.

Ma lentamente la verità viene a galla, e l’unica soluzione che immagina Berlusconi, insieme a Gianni Letta, è quella di rimandare il Dipartimento di Protezione Civile all’Aquila.

Perché così si può decidere in maniera muscolare, a colpi di deroghe e di ordinanze.

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La partecipazione, il Comando, il Controllo

Posted in Comando e Controllo, L'Aquila 2010, Media, Protezione Civile, Protezione Civile SpA - Il libro on July 30th, 2010 by Alberto

Il 26 luglio all’Aquila si tiene il convegno “L’Aquila 2020, e poi?”
Un’iniziativa organizzato dal Presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi e dall’architetto Fontana, che presiede la “Struttura tecnica di missione” che si dovrebbe occupare della ricostruzione dell’Aquila.

In particolare, l’oggetto dell’incontro riguarda le “Linee di indirizzo strategico per la ripianificazione del territorio”. Molte parole chiave per indicare un documento di oltre cento pagine che parla di come verranno ridisegnati i comuni colpiti dal sisma il 6 aprile 2009. Dal punto di vista urbanistico. Da quello economico. Da quello sociale.

Ora, non ci vorrebbe un genio per capire quanto temi del genere stiano a cuore alla popolazione vittima di un terremoto.
Eppure, l’evento si svolge al Ridotto del Teatro Comunale. Che, come dice il nome – anche qui non ci vuole un genio – permette l’accesso a un numero ridotto di persone.
Gli aquilani che da un anno e qualche mese animano i comitati e l’Assemblea pubblica cittadina si recano al Ridotto e scoprono che le strade d’accesso sono bloccate dalla polizia.
Per problemi di ordine pubblico. Per la sicurezza di tutti. Per l’incolumità. Per le solite ragioni che non sono ragioni.

Alla fine, dicono dal comitato 3e32, prevale il buonsenso “e ci fanno passare”. E il Ridotto, quasi vuoto fino a quel momento, si riempie lentamente e c’è chi si riempie la bocca della parola “partecipazione”. Ma non può esserci partecipazione, se c’è uno Stato di polizia.

Il 27 luglio, giorno successivo, il PD scopre L’Aquila. Sul canale Youtube MediaCrew Casematte ci sono gli interventi dei politici che hanno lasciato l’aula dove si votava la finanziaria con l’ennesimo voto di fiducia imposto dal Governo.

Fa specie, vedere questi interventi oggi, a un anno e quattro mesi dal terremoto del 6 aprile. Fa specie perché, per chi l’ha vissuto, il terremoto – non dimentichiamoci che un evento catastrofico è “risolto” quando si esauriscono tutte le conseguenze sociali che si porta appresso – e per chi all’Aquila c’è stato a lungo, per scelta, come il sottoscritto, era evidente da subito che la grande assente nel capoluogo aquilano fosse la politica. Nel suo senso più etico e partecipato del termine “politica”. E quindi, era assente anche il PD.

Per smontare il racconto, la narrazione del Miracolo Aquilano, non ci voleva molto.
Per sperimentare sulla propria pelle anche il Comando e il Controllo, nemmeno (Di.Coma.C. Direzione di Comando e Controllo, era il nome del quartier generale del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile che ha operato sul territorio aquilano. In che modo, l’ho raccontato a lungo nel mio Protezione Civile SpA, edito da Aliberti, e nel documentario Comando e Controllo).
Per capire che L’Aquila è stata una sorta di esperimento per testare i poteri di protezione civile – deroga e ordinanza – e la potenza di fuoco dei racconti a mezzo ufficio stampa, bastava soggiornare per un po’ sul territorio.

Oggi il Comando e il Controllo ritornano, quando ci sono convegni che interessano tutta la cittadinanza. Quando ci sono aquilani a Roma, da accogliere con manganellate.
Le fondamenta della narrazione miracolosa e agiografica scricchiolano.

Ma la partecipazione, quella politica nel suo senso più etico, è ancora lontana e difficile, all’Aquila come in tutto questo Paese, sempre più simile a uno Stato di Polizia che esercita il Comando e il Controllo nelle sue forme più subdole.

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Berlusconi dà i (suoi) numeri sull’Aquila. Torna il Dipartimento?

Posted in Articoli, Scritti, Shockjournalism.com on July 30th, 2010 by Alberto

Silvio Berlusconi torna a parlare dell’Aquila e annuncia di aver deciso – alla faccia della partecipazione dei cittadini – con Gianni Letta: “riprendiamo nelle mani come governo, come presidenza del Consiglio e come dipartimento della Protezione civile la ricostruzione de L’Aquila” Read more »

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La partecipazione, il Comando, il Controllo

Posted in Articoli, Scritti, Shockjournalism.com on July 30th, 2010 by Alberto

Il 26 luglio all’Aquila si tiene il convegno “L’Aquila 2020, e poi?”
Un’iniziativa organizzato dal Presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi e dall’architetto Fontana, che presiede la “Struttura tecnica di missione” che si dovrebbe occupare della ricostruzione dell’Aquila.
In particolare, l’oggetto dell’incontro riguarda le “Linee di indirizzo strategico per la ripianificazione del territorio”. Molte parole chiave per indicare un documento di oltre cento pagine che parla di come verranno ridisegnati i comuni colpiti dal sisma il 6 aprile 2009. Dal punto di vista urbanistico. Da quello economico. Da quello sociale. Read more »

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L’emergenza P3

Posted in Articoli, Il Fatto Quotidiano, Scritti on July 20th, 2010 by Alberto

Il 18 giugno 2010, quando l’estate più calda della Repubblica non era ancora cominciata, almeno secondo il calendario, L’Espresso pubblicava un’intervista a Licio Gelli, il Venerabile della Loggia P2.
L’intervista, firmata da Gianfrancesco Turano, passa quasi in sordina. In essa si legge, fra l’altro, questo virgolettato: «Gli uomini al governo si sono abbeverati al mio Piano di Rinascita, ma l’hanno preso a pezzetti. Io l’ho concepito perché ci fosse un solo responsabile, dalle forze armate fino a quell’inutile Csm. Invece oggi vedo un’applicazione deformata» Read more »

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