Protezione civile Spa e Comando e Controllo sbarcano in Sicilia

Posted in Senza categoria on September 21st, 2010 by Alberto

Arriva anche in Sicilia, il documentario Comando e controllo. Il 29 settembre nel cortile della CGIL di via Crociferi 40, Catania, si terrà un incontro dal titolo “L’Italia delle cricche e delle mafie da L’Aquila al ponte sullo stretto”.
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Proiezioni di Comando e Controllo e presentazioni di Protezione civile SpA

Posted in Senza categoria on September 14th, 2010 by Alberto

25 settembre 2010: Sesto Fiorentino(FI), Casa del Popolo di Quinto Alto, Via Venni 6. Ore 16:30 proiezione di Comando e Controllo. Ore 18: incontro con l’autore e presentazione di Protezione Civile Spa. Modera Nicola Cirlllo (Sel Firenze). Intervengono: Alfonso Diego Casello, Ernesto Appella, esponenti delle associazioni sestesi attive nella protezione civile. Congresso Sinistra Ecologia Libertà, “Ricostruire la speranza”

2 ottobre 2010: Firenze (seguiranno dettagli)

16 ottobre 2010: Torino. Circolo Ch4, via Trofarello 10. Dalle ore 17. Proiezione di Comando e Controllo e incontro con l’autore di Protezione civile Spa nell’ambito di Presidiare la democrazia. Militarizzazione dei territori e limitazione delle libertà
L’Aquila, Val di Susa, Napoli: terremoti, grandi opere e interessi strageci
Intervengono Alberto Puliafito (regista, giornalista), Sara Vegni (comitato 3.32 L’Aquila), Rete Campana Salute Ambiente, Maurizio Piccione (comitati NO TAV Valsusa).

24 ottobre, Pisa, Pisa Book, presentazione di Protezione Civile Spa (seguiranno dettagli)

26 ottobre, Torino, Oh! mioBio, Via Cesare Balbo, 22/a. Proiezione di Comando e controllo, incontro con l’autore (seguiranno dettagli).

4 novembre, Torino, Studio Mars, via Tiziano,35. Presentazione di Protezione civile Spa (seguiranno dettagli).

11 novembre, Torino, con lo SCI (Servizio Civile Internazionale – seguranno dettagli), proiezione di Comando e Controllo e incontro con l’autore.

12 novembre, Lecco (Pescarenico), Officina della Musica, via Plava 5 – ore 21.00, proiezione di Comando e controllo

16 dicembre, Reggio Emilia (seguiranno dettagli)

17 dicembre, Rutigliano (BA) (seguiranno dettagli)

E’ colpa mia (*)

Posted in Articoli, Il Fatto Quotidiano, Scritti on September 10th, 2010 by Alberto

Ottobre 2010.

Silvio Berlusconi dal palco della manifestazione di Milano dichiara: “E’ colpa mia”.

Berlusconi lascia il palco senza aggiungere altro. Ora che l’ìnquadratura si allarga scopriamo che ci saranno diecimila persone. Minzolini ne aveva annunciate 500mila. In grave difficoltà, il Tg1 chiude bruscamente il collegamento in diretta.
Cicchitto e Bonaiuti, al microfono, confermano le parole del premier: “E’ colpa nostra”. Il primo ricorda i suoi trascorsi piduisti, mai trascorsi. Il secondo ammette di essere stato fra i berluscones per mero tifo e per convenienza personale. Poi spazio a dichiarazioni sulla mafia di stato, sui soldi pubblici buttati, sulla P2 divenuta sistema. La sostanza, comunque, è una sola. “Non abbiamo fatto nulla per il Paese”.

Sconcerto. Da Roma, Bersani si affretta a dire qualcosa ai microfoni di SkyTg24: “E’ anche colpa nostra”. E racconta che in sedici anni la sinistra non è stata capace di proporre un modello alternativo a Berlusconi. Napolitano invita alla calma istituzionale, ma poi dice: “E’ anche colpa mia“. E parla della corrente migliorista, che si opponeva a Berlinguer sostenendo che la questione morale non era fondamentale. D’Alema non vuole essere da meno: “E’ colpa mia. Il Kosovo. Il patto della crostata, la bicamerale, il conflitto di interessi”. La sostanza, comunque, è una sola: “Non abbiamo fatto nulla per il paese”.
Ci si mette anche Grillo: “E’ colpa mia, che ho fatto il populista, a un certo punto”.
Bossi: non pervenuto.
Fini: “Io ho già dato. Comunque, sì, potevo anche accorgermene prima. Ma sono di destra”.

Si dice che molti abbiano pensato, fra la cosiddetta “società civile“: “Magari è anche colpa mia?”

Minzolini userà, al Tg1, solo le dichiarazioni del centrosinistra, ma ormai non ha più importanza. “E’ colpa mia”.

A Milano, sotto al palco, con i contestatori relegati in un angolo dalla celere e i sostenitori sbigottiti, c’è un silenzio da guerra civile.

***

Settembre 2010.

No, non è mai successo. Non accadrà mai.
Nessuno ha intenzione davvero di assumersi le proprie responsabilità, fra i politici italiani. E’ più semplice dare degli squadristi ai contestatori, senza chiedersi chi abbia creato questo clima insostenibile.

E’ più semplice illudere il Paese che i “cinque punti” siano fondamentali per la crescita.
E’ più semplice sostenere che si debba parlare con l’avversario, in ogni caso, facendoci credere di essere in un Paese normale.
E’ più semplice tuonare dai palchi o invitare a cliccare su Facebook: “Mi piace”.
Ma la rivoluzione non sarà annunciata da uno status.

Comunque, il clima non è da guerra civile, tranquilli. I toni non sono alti.
Se mai, in giro per l’Italia, i toni sono disperati.

Il Paese irreale, invece, quello che non si accorge di niente, è molto più numeroso; senza passioni, anestetizzato, seduto a prendere un aperitivo nel bel mezzo di qualche movida cittadina. I politici, la politica la fanno “in aula”. Alle feste di partito ci sono i concerti e la porchetta. I contestatori sono pochi. Spesso “ben noti”. E probabilmente è anche colpa loro, che non sanno più come e cosa contestare.

Eppure, oggi contestare è necessario.
Anche chi dice di no dovrà, prima o poi, renderne conto a qualcuno: ai suoi figli, magari, o alla storia. Esattamente come i responsabili di tutto questo.

Forse la storia può aspettare, per attribuire le colpe.
Ma un Paese avvilente e disperato non ha più tempo.

(*) Il pezzo è ispirato dalla canzone “E’ colpa mia”, de Il teatro degli orrori (video)

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Terremoto: Boschi e Bertolaso show

Posted in Senza categoria on September 6th, 2010 by Alberto

Arrivano il 6 del mese, le dichiarazioni di Enzo Boschi a proposito delle scosse di terremoto: “Stiamo valutando di smettere di informare, e di non rendere raggiungibili i nostri dati via Web, perché vengono usati per arrivare a conclusioni che non stanno né in cielo né in terra.”

Il 6 del mese, giorno che all’Aquila è dedicato al presidio della memoria per il terremoto del 6 aprile 2009.

E continua, Boschi, con una dichiarazione che troverà naturalmente consensi: “La colpa è dei giornalisti“. E poi, ovviamente, degli enti locali che non controllano.

Il direttore dell’INGV condivide e completa le dichiarazioni di Guido Bertolaso: il Capo Dipartimento di Protezione civile attacca, al Congresso della Società Geologica Italiana, i “profeti di sventura” e la “società dello spettacolo“. Il che, per un politico-comunicatore come lui, è davvero paradossale.

Questo scambio ammiccante fra INGV e Protezione civile – che segna forse una tregua politica, dopo che Boschi e Bertolaso si erano duramente attaccati in un passato molto recente – si svolge mentre nei Monti Reatini si intensificano i fenomeni sismici e, giustamente, la popolazione si preoccupa che vengano prese misure preventive.

Allora, a costo di essere pedanti e dilungarsi, proviamo a tracciare un ragionamento che dovrebbe rispondere per l’ennesima volta ai Boschi e ai Bertolaso, basandosi su fatti. Fatti che, troppo spesso, lasciano il posto a presunte notizie. Come se le dichiarazioni fossero davvero notizie.

I compiti di Protezione civile iniziano con “previsione” e “prevenzione”.
Sono compiti ascritti in vario modo alla piramide della Protezione civile, dagli enti locali ai vertici. Nessuno chiede al dipartimento o alla comunità scientifica di prevedere giorno e ora e luogo di un terremoto. Si chiede una stima probabilistica, un’analisi delle strutture, una messa in sicurezza di quelle a rischio.
Lo si chiede a ciascuno secondo le proprie competenze, in maniera sinergica e senza il classico gioco allo scaricabarile.

Per esempio, come già fatto qualche giorno fa, mi preme chiedere, ancora una volta: dell’impiego dei 129 milioni di euro stanziati per la messa in sicurezza degli edifici nella Sicilia orientale, esiste una rendicontazione?
E quali altre operazioni di prevenzione antisismica e di messa in sicurezza sono state avviate sul territorio italiano?
Ne esiste una stima precisa?
E siamo proprio certi del fatto che non informare sulle scosse sia un vantaggio per le popolazioni di aree a rischio sismico? Personalmente, nutro forti dubbi in merito.

Domande e dubbi. Giornalistici, non da società dello spettacolo.

Che al giornalismo medio piaccia l’allarmismo, è cosa nota.
Ma tutto sommato, pare che Boschi e Bertolaso non lo disdegnino, quel giornalismo medio. Quando permette loro di scambiarsi pacche amichevoli e fare show a colpi di dichiarazioni, che non sono notizie.

Lo sgombero di Piazza d’Armi – di Jànos

Posted in Foto, Multimedia on September 4th, 2010 by Janos

Lo sgombero di Piazza d’Armi di Jànos
Fotostoria (21)

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