Come ti riformo la Protezione Civile. E i giornalisti

Posted in Protezione Civile on April 12th, 2012 by Alberto

Oggi il telefono è diventato incandescente. Come mai? Be’, qualcuno si è ricordato dell’esistenza di Protezione Civile SpA e siccome domani arriva in Consiglio dei Ministri la riforma del Dipartimento, allora era la giornata delle spiegazioni, dei confronti, dei “cosa ne pensi”.

Bene, molto bene, che ci si interessi di certi argomenti argomenti. Anche se, purtroppo, l’attualità e la notiziabilità rendono gli spazi di approfondimento sostanzialmente impossibili e con tempi umanamente inverosimili da organizzare.

Fatto sta che, mentre sono partiti i titoloni sugli sms da tassare per rifinanziare il Fondo di Protezione Civile – titolo facile, notizia facile, indignazione facilissima -, pare che la norma sia già rientrata, anche se al momento risulta presente nella bozza di decreto, all’Art.5-quinquies, come alternativa alle accise sulla benzina e previa deliberazione del Consiglio dei Ministri.

Personalmente, mi appresto a leggere – questione di poco tempo – l’intera bozza prima di farmi un’idea precisa della riforma in atto.

Va comunque fatta una precisazione: quella che verrà discussa domani in Consiglio dei Ministri è la bozza di un Decreto Legge. Che potrà essere emendato nei 60 giorni successivi, in forma migliorativa o peggiorativa.

L’ansia dei giornalisti per il titolone, invece, quella non si vede come migliorarla

Alberto Puliafito (@albertopi)
Comando e Controllo (@statodemergenza)

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Yes We Camp – L’inizio della storia

Posted in Comando e Controllo, L'Aquila 2009, L'Aquila 2012 on April 12th, 2012 by Alberto

Tutte le storie iniziano da qualche parte. Quella tragica dell’Aquila comincia ben prima del 6 aprile 2009. Comincia quando lo sciame sismico è stato sottovalutato. La storia di Comando e controllo, invece, comincia con Yes We Camp, un documentario diaristico a puntate, integralmente pubblicato su YouTube e fruibile gratuitamente.

Nella prima puntata, dopo una breve introduzione che chiarisce da subito le principali difficoltà di documentazione e di lavoro giornalistico “non embedded” sul territorio aquilano in emergenza, ecco la manifestazione del 16 giugno 2009, dove migliaia di cittadini dell’Aquila, davanti a Montecitorio, rivendicavano già il diritto alla partecipazione e sollevavano tutta una serie di criticità che sarebbero emerse. Inclusa la richiesta di non fare semplicemente una “ricostruzione mediatica” della città.

Poi, qualche testimonianza delle “promesse” che sicuramente non verranno mantenute, infine la fiaccolata del 6 luglio 2009 in cui si chiedeva, in un silenzio notturno illuminato dalle fiamme delle fiaccole, “verità e giustizia”.

Vale ancora adesso, quella richiesta. Ora e sempre.

Alberto Puliafito (@albertopi)
Comando e Controllo (@statodemergenza)

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«Ho un amico che frequenta un giro di hacker»

Posted in Media on April 12th, 2012 by Alberto

Ieri, Riccardo Luna, ha dato spettacolo su Repubblica.it con un pezzo dal titolo “Sesso, droga e armi – la faccia cattiva del web”. Una roba proto-apocalittica, disinformatica e disinformante, che vagheggia di un’internet parallela cui avrebbero accesso solo quelli che hanno un giro di hacker e di amici che frequentano Philip Dick tramite sedute cyberspiritiche. Non è uno scherzo, Luna lo dice veramente, nel pezzo:

È stato un amico, che frequenta un giro di hacker, a darmi la dritta giusta: “Lo sai che esiste un’altra Internet?”.

Silk Road, la rete parallela della “dritta giusta” data dall’amico che frequenta un giro di hacker a Riccardo Luna si trova con una ricerca su Google, l’avreste mai detto? Provate. Il primo risultato è (incredibile) un pezzo di gawker.com, che riporta addirittura l’URL di Silk Road e spiega che per accedervi occorre installare TOR, un software anonimizzatore, e lo spiega senza toni apocalittici.

Ma io, improvvisamente, ho capito una cosa grazie al pezzo di Riccardo Luna su Repubblica.it. Ho capito perché non diventerò mai parte del giro dei “giornalisti che contano”.

Non ho un amico che frequenta un giro di hacker.

Alberto Puliafito (@albertopi)
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