Cosa non si fa per un click in più. E per un morto sul lavoro

Posted in Media on April 14th, 2012 by Alberto

La scritta che vedete qui sopra è stata messa online da Repubblica.it che ha ritenuto di dover fare una fotosequenza delle immagini della morte di Piermario Morosini, calciatore del Livorno stroncato da un infarto durante l’incontro dei labronici contro il Pescara.

Al di là dell’afflato di ipocrisia che sta circondando questo tragico evento, che potremmo definire una morte bianca, sul lavoro – la sospensione di tutti i campionati di calcio per il weekend non trova certo riscontro in manifestazioni analoghe quando muore un operaio, per dirne una -, fa davvero specie vedere il portale di “informazione” (consentitemi le virgolette, per favore) utilizzare una morte per creare una fotogallery e fare qualche click in più.

Con tanto di cartello di avvertimenti iniziali, a mo’ di disclaimer (come se fossimo su un Rotten.com qualsiasi, non su Repubblica.it. Ma senza che ci siano immagini da Rotten.com, ovviamente). Insomma, da un lato la morte di un calciatore diventa una sorta di lutto nazionale; dall’altro le immagini del dramma si trasformano in una gallery che, ai fini dei click, vale come quella di una starlette pizzicata dai paparazzi.

«La realtà è un’altra cosa», dall’Aquila alla Val di Susa

Posted in L'Aquila 2012, Media, TAV on April 14th, 2012 by Alberto

La vignetta che Mimmo Lombezzi ci ha regalato per la campagna popolare di distribuzione in dvd di Comando e Controllo ricorda quella frase che apre sia Yes We Camp sia Comando e Controllo:

«La realtà è un’altra cosa. Non è quello che fanno vedé alla televisione».

E’ una frase pronunciata da una donna, sfollata, davanti alla tenda blu della Protezione civile. E’ una frase che – nella sua semplicità non banale – si adatta perfettamente alla realtà parallela che è stata raccontata sull’Aquila post-terremoto. Ma anche ad altre questioni nostrane – per rimanere nei confini italici. Penso, ad esempio, a come viene raccontata la questione del Treno ad Alta Velocità in Val di Susa: un’altro caso esemplare di “ricostruzione mediatica”.

La propaganda funziona. «Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità», diceva Goebbels. La televisione riesce a fare di meglio: trasforma la verità, la riproduce a seconda delle necessità di chi la controlla e genera anche narcolessia sociale.

«La realtà è un’altra cosa».

Alberto Puliafito (@albertopi)
Comando e Controllo (@statodemergenza)

Read more »

Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported
This work by Shockjournalism is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported.