Comando e Controllo – Numeri ed empatia

Posted in Comando e Controllo on April 18th, 2012 by Alberto

Sono 44 le proiezioni ufficiali di Comando e Controllo. Più almeno un paio di decine non ufficiali, di cui abbiamo perso il conto, autoorganizzate dalle realtà più varie.

La campagna popolare per la distribuzione in DVD (clicca per sostenerla anche tu), partita il 6 aprile 2012, in 13 giorni ha raccolto 180 quote prenotate su Produzioni dal Basso: il 36% del totale (più un paio di decine di persone che non hanno ancora effettuato la registrazione su PdB).

Sono oltre 1000 i “like” su Facebook riservati alla pagina della campagna, 52 i Tweet su Twitter.

Il progetto della campagna è stato visitato da 4265 persone, 76 utenti lo hanno aggiunto ai preferiti.

Un grazie sentito va a tutti coloro che, in qualunque modo, stanno contribuendo alla diffusione di questa campagna e alla distribuzione di questo film. C’è ancora molta strada da fare, ma siamo molto fiduciosi e lieti della bella relazione empatica che lo strumento offerto da Produzioni dal Basso permette di intrattenere con le persone che sono interessate a Comando e Controllo.

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Yes We Camp – La prima estate

Posted in Comando e Controllo, L'Aquila 2009, L'Aquila 2012 on April 18th, 2012 by Alberto

Era il 2009. All’Aquila arrivava il carrozzone mediatico e anacronistico del G8. Un’operazione surreale, inverosimile, incredibile, degna della ricostruzione mediatica creata dal Governo e dal Dipartimento di Protezione Civile che doveva gestire pure il “grande evento” e che colse la palla al balzo per abbandonare il G8 della Maddalena e farlo diventare il G8 dell’Aquila.

Degli scandali hanno già detto in molti e per far luce su di essi, ormai, tocca aspettare l’esito delle inchieste.

Quel che si dimentica è la protesta della società civile. In quell’estate, nel parco di Via Strinella del capoluogo abruzzese, si sperimentava – mentre altri sperimentavano il Comando e Controllo – la partecipazione, si costruiva socialità, si aggregavano – e a volte si scontravano – i comitati sorti spontaneamente.

Comunque sia, quell’epoca andrebbe ricordata – al netto della volontà di celebrarla eccessivamente – come un momento positivo e di grande spinta propulsiva da parte della società civile (messa a tacere a colpi di spot, manifestazioni “da regime” – come la consegna delle prime C.A.S.E. – e a colpi di ordinanze).

La partecipazione è fondamentale, in un’area colpita da una catastrofe. E anche in uno stato d’emergenza. Questa seconda parte di Yes We Camp racconta come nasce il titolo del film e quali erano le ragioni e le motivazioni di chi manifestava.

Quell’estate andrebbe raccontata, mi scriveva qualche giorno fa Sara Vegni (una delle anime del 3e32 fin da quei giorni).

Bene. Raccontiamola.

Alberto Puliafito (@albertopi)
Comando e Controllo (@statodemergenza)

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