Rassegne stampa oscurate, stampa rassegnata

Il sito del Governo ha pubblicato questo laconico messaggio:

La Rassegna stampa. A seguito di specifica richiesta, avanzata dalle associazioni degli editori, dal 10 aprile, la rassegna stampa quotidiana non è più accessibile all’esterno della rete della Presidenza del Consiglio.
Per i dipendenti della Presidenza del Consiglio il servizio è disponibile sulla rete Intranet.

Con questo sono già tre i siti istituzionali che hanno oscurato la rassengna stampa mattutina riservandone l’accesso ai possessori di una intranet: prima sono arrivati il Ministero dell’Economia e quello del Lavoro. E’ accaduto su richiesta esplicita delle associazioni degli editori, con una lettera del 16 marzo (pubblicata su il Cicalino.

La misura, semplicemente ridicola (a meno che non si voglia pensare che possa essere davvero la rassengna stampa delle pubbliche amministrazioni, la causa dei problemi dell’editoria in Italia), surreale, priva del benché minimo contatto con la realtà è l’ennesima cartina di tornasole della pochezza del nostro paesello. Un paese dove Mediaset impedisce a YouTube di utilizzare i propri contenuti invece di farsi il suo canale. Un paese dove tutto si prende tremendamente sul serio. Persino una rassegna stampa utile a pochi (e spesso fatta di pezzi tutti uguali, senza opinione: veline d’agenzia).

Una restrizione di un paese rassegnato nei confronti di una stampa rassegnata. Ma anche qui, il web troverà il modo di aggirare l’ennesimo laccio alla libera circolazione delle idee.

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