Domande per l’Alba del Soggetto Politico Nuovo

Quando mi sono interessato al Soggetto Politico Nuovo ero pieno di fiducia e di interesse, condividendo i 4 punti programmatici che sintetizzavano il (troppo) lungo manifesto e la necessità di riappropriarsi di un certo senso della politica che è andato perduto. Così, ho deciso di andare a Firenze con un paio di amici. Per ascoltare, per capire, per filmare e documentare i primi vagiti di questa “cosa”. Be’, l’entusiasmo, a poco a poco, è andato scemando (non solo in me ma anche nei miei compagni di viaggio).

Visto che non c’è stato modo di farlo di persona (anche perché volevo ascoltare, naturalmente, tutti quelli che avevano già espresso il desiderio di parlare e si erano segnati in lista), espongo qui, sul web, senza troppe pretese – e, sia chiaro, senza alcun intento distruttivo: non ho alcuna intenzione di fare come quelli che criticano sempre e comunque. Motivo per cui ho atteso di rielaborare per bene tutto quel che ho visto e sentito -, alcune osservazioni e perplessità

Perplessità che sono cominciate dentro al Mandela Forum di Firenze, appena l’ho visto (per la prima volta), e che, dunque, esprimerò sotto forma di domande.

Il luogo – Perché scegliere un posto del genere? Perché spendere 4mila euro per affittare un luogo così poco simbolico, così poco affine alle battaglie che si vogliono intraprendere? Perché spendere in questo modo i soldi di chi ha contribuito e trovarsi, poi, a doverne chiedere altri? Perché non chiedere uno spazio pubblico? Perché, al limite, non occuparlo, visto che si parla di “rivoluzione”?

La dinamica e l’assemblea – Perché la dinamica dell’assemblea prevedeva oratori e pubblico in ascolto passivo?

- Perché la sfilata di movimenti e rappresentanti di partiti che dicevano cose che abbiamo già sentito mille volte e che raccontavano le loro esperienze (in una specie di parata-spot)? Perché questa forma da congresso-convegno?

- Perché rivendicare tutti la propria autonomia? Chi ha mai negato l’autonomia? (Questa ovviamente non è una critica al Soggetto Politico Nuovo, ma a coloro che sono andati a prendersi il microfono per fare i comizi e prendere gli applausi e per affermare la propria identità come singoli o plurali che fossero)

Contenuti e sintesi – Perché non partire da valori condivisi? Perché non iniziare subito dai contenuti, con parole chiave da sviluppare in concetti facilmente emendabili dai partecipanti?

- Perché non partire dall’intento di produrre una sintesi?

- Perché ripeterci ancora una volta che siamo contro la discriminazione di genere, contro il capitalismo aggressivo, contro l’ideologia neoliberista? Che siamo per il conflitto? Non sono forse i concetti condivisi che ci hanno riuniti ieri a Firenze? C’era bisogno di ribadirlo così tante volte? Perché svuotare di significato la parola partecipazione e tutte le altre parole ripetute incessantemente da tutti gli oratori (si rendevano conto, gli oratori, di essere spesso l’uno la fotocopia dell’altro)?

I metodi – Perché non applicare metodi partecipativi veri? Perché gli applausi? Perché non affidarsi a facilitatori che facessero procedere l’assemblea con metodi inclusivi?

- Perché anche i gruppi di lavoro (cui è stato relegato un tempo infinitesimo rispetto al resto) avevano una dinamica oratore-platea?

- Perché, infine, non si è data la parola, per una volta, solamente a cittadini, limitando all’essenziale gli interventi di chi, in quanto noto, gode già di ampie platee da cui parlare ed esprimere le proprie opinioni?

Occupy Wall Street iniziò con un’assemblea come quella di ieri. Poi qualcuno decise di staccarsene e di attivare vere pratiche partecipative. Forse bisognava fare così? E’ chiaro che sono pratiche faticose: ci vuole volontà, ci vuole pratica, ci vogliono regole condivise (a cominciare, per carità, dall’abolizione dell’applauso come forma di espressione del consenso), ci vuole pazienza.

Insomma, l’Alba (questo il nome scelto) del Soggetto Politico Nuovo mi è sembrata, ancora una volta, tremendamente simile a un tramonto. Pur condividendo molti contenuti, pur apprezzando alcune proposte emerse qua e là. Parteciperò ai prossimi appuntamenti di lavoro, per capire dove si voglia andare ma soprattutto se le pratiche di inclusione e di partecipazione verranno effettivamente adottate.

Poi valuterò. Intanto lascio qui tutte queste domande.

Alberto Puliafito @albertopi
Comando e Controllo @statodemergenza

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