Terra!

Nello speciale di Terra! di ieri, 19 novembre 2009, da Piazza Duomo all’Aquila Toni Capuozzo era quasi meravigliato per il fatto che non fosse riuscito, con i suoi giornalisti, a trovare storie negative relative al post sisma.

L’Abruzzo come storia di un piccolo successo – certo, con le sue magagne, ma sempre minimizzate secondo l’ormai trito slogan c’è pur sempre stato un terremoto – era al centro dello speciale.

Si parla delle nuove case del piano C.A.S.E. dimenticandosi di ricordare, per esempio, che sono in comodato d’uso e che quindi si rivelano, fra le altre cose, in tutta la loro ingombrante immanenza e permanenza. Si parla di Onna dimenticandosi – ancora una volta, come già accadde a Porta a Porta, su RaiUno, il 15 settembre – che il villaggio di legno è stato costruito dalla Provincia Autonoma di Trento. Si parla, certo, degli ultimi – non più irriducibili – rimasti nelle tende e ci si dimentica degli abbandonati di Piazza d’Armi. Sono poche manciate, qualche centinaio. E si può presentare il caso come una normale, piccola stortura in un contesto complessivamente positivo. Si parla dei piccoli e grandi sacrifici di chi vive fuori, e ci si dimentica di dire che sono 20mila. Le domande poste alle persone sono del tipo: Vi aspettavate case così belle?, Allora finalmente siete contenti?, Com’è tornare a cucinare?.

Ci si dimentica dello slogan dalle tende alle case quando si ricorda che sono poco più di 5mila, al 20 novembre, gli aquilani che hanno avuto un appartamento nelle spersonalizzanti new town.

Le poche voci fuori dal coro sono comunque presentate come storie edificanti, in un clima di grande operosità e di rinascita.

E Toni Capuozzo può chiudere in bellezza, ribadendo il concetto del piccolo grande successo in Abruzzo.

Ma non è vero che i suoi giornalisti non abbiano incontrato persone informate su tutte le negatività della gestione post sisma. Ne conosco personalmente almeno una che, intervistata davanti alle telecamere di “Terra!”, ha rilevato una serie di problematiche e criticità che non avrebbero potuto essere minimizzate. Il suo intervento non è stato montato all’interno dello speciale.

Oggi, per inciso, il Messaggero Abruzzo parla nuovamente delle infiltrazioni mafiose nella costruzione – insisto nell’uso di questo termine. Perché ricostruzione è scorretto e propagandistico -. Toni Capuozzo si è dimenticato anche di questo.

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