Shockjournalism – Modellini e clima politico

I recentissimi accadimenti di cronaca che riguardano il Presidente del Consiglio, e il modo in cui tali accadimenti vengono trattati da stampa e televisioni (tutta la stampa e tutte le televisioni, indistintamente) sono shockjournalism.

La vicenda che mette insieme una persona qualunque – i cui problemi mentali vengono utilizzati, strumentalmente, o per attaccare o per difendere – un modellino del Duomo di Milano e il volto insanguinato del Presidente del Consiglio è uno shock.

E’ uno shock per l’evento in sé ed è uno shock per le conseguenze politiche che potrebbe avere.
Così, l’informazione schierata da una parte si affretta a attaccare. L’informazione schierata dall’altra si affretta a difendere. Il singolo evento traumatico – non importa quanto grave, quanto verosimile – viene comunque mitizzato e enfatizzato per esprimere ciascuno le proprie istanze e, come commenterebbe l’uomo della strada, non si parla d’altro.

Eppure, è necessario parlar d’altro, perché la vita sociale e politica di una Nazione è soprattutto altro.
Ed è anche necessario avere la lucidità di analizzare, senza troppe remore, le ragioni di una situazione che permette di enfatizzare un evento. Così, pare utile pubblicare un video, in due parti, che racconta l’antefatto di quello di cui tutti parlano – di cui tutti parleranno per una settimana. Il video è stato realizzato da Marco Cova e racconta il comizio di Silvio Berlusconi del 13 dicembre 2009, quello di cui, invece, non parla più nessuno perché, dopo lo shock non è più importante.



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