L’Aquila – Le regole del giornalismo

Tasse

Ci sono regole giornalistiche che valgono in generale, altre che, evidentemente, si adattano alla realtà.

All’Aquila, il meccanismo è chiaro. Se un piccolo sbaglia (vedi Il Capoluogo, che erroneamente attribuisce al Tg5, riprendendo un comunicato stampa, la notizia del miglioramento della qualità della vita all’Aquila nel 2009), deve rettificare immediatamente. Sia chiaro: ritengo fermamente che ogni volta che si diffonde una notizia errata, sia necessario rettificarla dando alla rettifica la stessa visibilità dell’errore.

Ma è bene chiarire una cosa, in merito: la notizia esiste, e deriva da una “scalata” di sei posizioni dell’Aquila in questa speciale classifica della qualità della vita delle città italiane, redatta da Il Sole 24 Ore.

Tuttavia, è bene notare che la gran parte dei parametri di questa classifica sono relativi a dati che riguardano il 2008, quindi antecedenti al sisma. Come al solito, i dati, possono essere variamente interpretati, se non si conoscono a fondo le condizioni al contorno.

Se invece un grande sbaglia, cosa accade? Il Tg5 propose un servizio dall’Aquila affermando che il Consiglio Comunale era stato convocato all’aperto per festeggiare la riapertura del centro storico. Falso, e lo si può dire senza timore di essere contraddetti, giacché le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Comunale e del Sindaco Cialente sono chiare in merito nel corso del Consiglio stesso: le ragioni di quella inusitata convocazione sono ben altre. Si vuole infatti dimostrare all’Italia e al Mondo quale sia la vera situazione dell’Aquila, fra le macerie (fisiche e sociali), perché all’Aquila è in corso un’operazione di inusitata ricostruzione mediatica.

Risultato? Il “grande” sbaglia, ma non rettifica.

Ma proseguiamo. Sulla questione tasse, tributi e contributi nei paesi colpiti dal sisma, L’Aquila inclusa, c’è da dire molto.

La sospensione non è ancora avvenuta, eppure, per tre giorni consecutivi, riportando internamente le dichiarazioni di Guido Bertolaso o di Gianni Chiodi (Presidente della Regione Abruzzo), il Centro ha titolato lasciando intendere che la sospensione era cosa fatta.

E così, i cittadini aquilani ne erano convinti, salvo poi trovarsi di fronte ai fatti: una doccia fredda, difficile però da veicolare, dopo un bombardamento mediatico anche a livello locale che andava in direzione opposta.

Ecco perché, in chi cerca di fare informazione altra, è fondamentale mantenere un atteggiamento pacato, rigoroso, metodico: chiunque levi una voce fuori dal coro è sottoposto a critica – anche violenta – o alla necessità di dover far meglio dell’informazione ufficiale.

Non solo. E’ bene che chi cerca di fare informazione altra non si lasci andare a toni apocalittici, per evitare di prestare il fianco alla facile accusa di isteria gratuita.

Il rigore è l’unica regola del giornalismo non ufficiale.
Quello ufficiale, segua pure le sue, che verranno – a lungo termine – sistematicamente ridimensionate dai fatti.

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