Comando e Controllo

E’ il 6 aprile e un’intercettazione telefonica (via la Repubblica) fra Francesco Maria De Vito Piscicelli (Opere pubbliche e ambiente SpA di Roma) e il cognato Gagliardi, fa registrare queste affermazioni:

“Alla Ferratella occupati di sta roba del terremoto perché qui bisogna partire in quarta subito, non è che c’è un terremoto al giorno”. “Lo so”(ride) “Per carità, poveracci”. “Va buò”. “Io stamattina ridevo alle tre e mezzo dentro al letto”.
Attendono le mosse di Balducci, in sostanza, le mosse della Protezione Civile.

Eccola, la shock economy all’italiana, che si muove, che fa il suo corso. E che all’Aquila agirà con il “Comando e Controllo”.

Lo scandalo, sui grandi media, parte dal G8 fantasma della Maddalena (poi spostato nel terremotato capoluogo abruzzese). Dove gli appalti per costruire fioccano presto.
Dove la gestione dell’emergenza si fa businnes. Dove chi gestisce viene definito “Santo” quando santo, evidentemente, non è.

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