Pompei: la Corte dei conti rileva che non è un evento da Protezione Civile

L’area archeologica di Pompei è commissariata dall’11 luglio del 2008 e dal febbraio 2009 è sotto il controllo diretto del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile. Ora, in molti ci si chiedeva che cosa avesse a che fare, la Protezione Civile, con un’area archeologica.
In soccorso a coloro che si ponevano questa – legittima – domanda, è stata pubblicata oggi la Deliberazione n. 16/2010/P della Corte dei conti, che rileva un primo punto che pare fondamentale:

è agevole ricavare il convincimento che, nel caso dell’area archeologica di Pompei, i presupposti per la dichiarazione dello stato di emergenza fossero sostanzialmente assenti.

Nella delibera della Corte dei Conti si legge poi un richiamo a quelli che dovrebbero essere i compiti tradizionali del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile (che ha controllato l’area a partire dal febbraio del 2009, commissario Marcello Fiori):

il Dipartimento della Protezione civile può svolgere non qualsiasi attività, ma solo quella tipicizzata dalla legge 24 febbraio 1992, n. 225 e dal decreto legge 7 settembre 2001, n. 343 (convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401), e cioè l’attività finalizzata alla tutela dell’integrità della vita, dei beni, degli insediamenti e dell’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi o da altri grandi eventi, che determinino situazioni di grave rischio.

Chiamata a dare un parere sull’operato del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile a posteriori – è l’unico parere che può dare – la Corte dei Conti relaziona, con una certa ironica rassegnazione, scrivendo anche:

tutti i provvedimenti di cui è stata chiesta (inutilmente) la trasmissione al controllo preventivo di legittimità hanno già compiutamente esaurita la propria operatività, sicché occorre domandarsi se, in tali circostanze, abbia ancora un senso sottoporre in via postuma quegli atti ad un controllo che, per definizione, dovrebbe essere preventivo [...] il controllo preventivo deve necessariamente aver luogo prima che l’atto venga posto in esecuzione.

E infine:

Pur dando atto che (almeno secondo la responsabile prospettazione fattane) la situazione dell’area archeologica e delle zone circostanti presentava aspetti di criticità, non sembra che sia possibile ritenere giustificato l’intervento del Dipartimento della protezione civile per iniziative (quali quelle specificamente contestate nella relazione di deferimento) che non possono certo inquadrarsi nel concetto di “tutela dell’integrità della vita, dei beni, degli insediamenti e dell’ambiente dal rischio di gravi danni”, e che ben avrebbero potuto essere poste in essere da un Commissario straordinario, incaricato di coordinare – in regime non derogatorio – le autorità istituzionalmente competenti.

Però, evidentemente, andare in deroga secondo il pretesto dell’emergenza, era in qualche modo comodo anche a Pompei, come altrove in Italia (e nel mondo. Visto che non è certo una peculiarità del nostro Paese il vedere nell’emergenza una splendida opportunità per liberarsi da lacci e lacciuoli).

In merito, scrivevo già a maggio su Protezione Civile SpA alcune note relative a Pompei. In particolare

(Cap XXI – “Protezione civile, Italia,mondo. Le mani su tutto) – Pagg. 282-283

«I beni culturali. Ci sarebbe da non crederci, se non si sapesse che Pompei è commissariata dall’11 luglio 2008 (quando Bertolaso nominacommissario il prefetto Renato Profili) ed è sotto controllo direttodel Dipartimento nazionale di protezione civile da febbraio 2009,quando Profili viene sostituito da Marcello Fiori. Per capire come funzioni la logica delle assunzioni anche nei sitiarcheologici commissariati occorre affidarsi all’aneddotica. Peresempio, quella che riguarda un certo Nicola Mercurio, ex collaboratore(secondo altri autista) di Nicola Cosentino, coordinatore regionale delPdl in Campania, nonché oggetto di una richiesta di misura cautelare(arresto) per concorso esterno in associazione camorristica. Richiesta respinta dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera. La Corte di cassazione il 28 gennaio 2010 conferma la misura cautelare a carico di Cosentino, che si dimette dai suoi incarichi. Ma Berlusconi respinge le dimissioni. In un’intervista, rilasciata a «Repubblica» (8 aprile 2010), Mercurio dice che si occupa di un po’ di tutto. Non può rilasciaredichiarazioni, dice, e si limita a precisare che segue «i lavori suicantieri. Mi occupo di rapporti con i sindacati. Insomma, tutto quelloche il dottor Fiori mi chiede di fare, io faccio». Il dottor Fiori sarebbe proprio Marcello Fiori, ennesimo braccio destro di Guido Bertolaso. Mercurio è imparentato con Filomena, accomandataria per la campagnaelettorale alle regionali di Luciana Scalzi, capo segreteria di DenisVerdini. Sì, proprio il coordinatore nazionale del Pdl. Non c’è nemmeno più da sorriderne: ogni volta che qualcuno mi parla diuna situazione in cui opera la Protezione civile, in maniera diretta oindiretta, ho la sensazione di affondare nel magma gelatinoso delsistema».

Cap. XXII – Il sistema gelatinoso – Grandi appalti e cricche, corsi e ricorsi – Pag. 293

«Il 18 gennaio 2010 a Pompei, nei pressi della Casa dei Casti amanti, crolla un “muro perimetrale” d’epoca romana. Solo un «piccolo smottamento» comunicano Marcello Fiori (commissario dell’area) e il direttore del sito Antonio Varone. Uno smottamento che sarebbe stato causato dalla pioggia. Stefano De Caro, direttore generale dei Beni archeologici del Ministero, era stato tenuto all’oscuro. Gli operai che hanno assistito al crollo prima che il cantiere commissariato venisse blindato, riferiscono di un escavatore girevole di trenta-quaranta quintali in movimento nella zona. Come un elefante in una cristalleria, viene da pensare. Un elefante che si move in fretta, con urgenza e in deroga».

Alberto Puliafito
ShockJournalism.info

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