L’Aquila e le C.A.S.E. e il livello d’attenzione sul web

Alberto Puliafito Il “miracolo aquilano” è un falso clamoroso. Questo è ciò che appare evidente a chiunque si prenda la briga di spendere un po’ di tempo all’Aquila, due anni dopo il terremoto del 6 aprile.

Però, il livello di quel che c’è da spiegare per far capire, a chi all’Aquila non ci va, che le C.A.S.E. sono un intervento sbagliato,è talmente alto che non è più comprensibile (notiziabile?) per la società in cui viviamo.
E’ una società di flusso, in cui tutto passa inosservato.

Il livello di attenzione che si presta alle notizie dipende, purtroppo, per la maggior parte delle persone, dal livello di coinvolgimento nelle stesse. Internet, in questo, è stato dannoso: i commenti dei commentatori, illusione di libertà estrema, sono dannosi.
Le persone commentano senza leggere i pezzi fino in fondo.
Guardano i video distrattamente.
Commentano secondo logiche qualunquiste.
Si perde la capacità di astrazione.
Funziona solo la comunicazione-slogan.
E tutto questo, per chi cerca di approfondire, è frustrante a livelli inimmaginabili.

Il video che segue è stato realizzato dal sottoscritto per ilfattoquotidiano.it il 5 aprile 2011.

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2 Responses to “L’Aquila e le C.A.S.E. e il livello d’attenzione sul web”

  1. Luciano B. L. Says:

    Non sarà più “notiziabile”, ma stento a credere che sia pure incomprensibile.

  2. Federico Says:

    … vorrei solo precisare che ai costi indicati nel servizio andranno aggiunti i costi dei terreni espospriati dei quali ancora non si conoscono gli importi che verranno (si spera) pagati

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