Come vengono fottuti i giornalisti freelance in Italia #1

Aggiornamento /2: a scanso di equivoci, apprendo che ci sia stato un passaggio di consegne dalla “vecchia Maxim Italia s.r.l.” a una “nuova” Maxim. Le persone con cui sono entrato in contatto per il mio reportage (dai cui non ricevo risposte alle mail), tuttavia, sono le stesse che appaiono nei contatti mail del nuovo sito e non si rileva alcuna discontinuità apparente dal sito. Probabilmente, il polverone suscitato aiuterà a chiarire la questione, sulla quale produrrò aggiornamenti.

Aggiornamento: dal Tumblr di Arianna Ciccone:

Voglio verificare la notizia e chiamo la redazione di Maxim (numero trovato sul sito 02.58019521). Mi risponde Alessia Ribaldi e mi spiega che Maxim Italia s.rl., viale Sondrio, 7 è fallita a novembre 2011. La nuova società Editoriale Mode ha acquistato la licenza direttamente dall’America e non si è fatta carico dei debiti della società precedente. E precisa: ‘Per le fatture fino a novembre 2011 bisognerà contattare l’amministratore delegato della precedente gestione’.

Il 26 maggio 2011 mandavo alla rivista Maxim una fattura di 250 euro + IVA, come concordato, a titolo di compenso per il mio reportage L’Aquila due anni dopo – Realtà distorte, che mi era stato commissionato dalla rivista.

Il reportage è stato regolarmente pubblicato sul Maxim.

Ad oggi, 4 aprile 2012, la fattura non è stata ancora pagata.

Sull’importo, naturalmente, ho già versato l’IVA. Quindi, escluse le spese per raggiungere l’Aquila (ovviamente a mio carico, fortunatamente ammortizzate con un altro lavoro contemporaneo), il mio bilancio per un lavoro regolarmente svolto secondo le tempistiche che mi sono state richieste è di -50 euro.

Dalla redazione della rivista – che esce regolarmente, ben patinata, e ha il suo bel sito patinato – dopo qualche “rimbalzo”, non rispondono più alle mie mail per avere notizie in merito a quanto mi spetta.

Questo è uno dei (tanti) modi con cui vengono sfruttati i giornalisti free lance in Italia.

Naturalmente, visto che conosco bene i miei diritti, farò – come sto già facendo, con fatica e pazienza, in altri contesti – quanto in mio potere per avere quel che mi spetta, anche se dovessero passare altri mesi o anni: è quello che dovrebbero fare tutti coloro che si trovano in situazioni del genere, invece di trincerarsi dietro a un “va be’, che ci vuoi fare”.

Alberto Puliafito (@albertopi)

21 Responses to “Come vengono fottuti i giornalisti freelance in Italia #1”

  1. Mammamsterdam Says:

    Qui in Olanda uguale, magari mi rispondono al telefono, però che fatica. mi hanno spiegato che il problema dipende dal cash flow basso e che quindi chi si lamenta più spesso vince. Ma ti pare che con quello che ho da fare mi deo mettere in agenda di chiamrli per due settimane tutti i giorni e prenderli per sfinimento? Sono già sfinita io prima di cominicare.

  2. Giuseppe Says:

    La deriva di un paese arriva quando cose come questa diventano normali. La gente le accetta perchè “fare causa per 250 euro non ha senso”. Io penso che lottare per i propri diritti non ha prezzo. Inoltre c’è una legge grazie alla quale una fattura non pagata matura degli interessi giornalmente. Fossi in te quindi, come ho fatto in passato, mi affiderei ad un avvocato per recuperare un pò di crediti.
    In bocca al lupo!

  3. Alessia Says:

    ciao,
    mi dispiace per la tua situazione ma è bene che tu descriva al meglio di quale testata tu stai parlando.
    In primis ti correggo sul nome, Maxim Italia srl e non Maxim (new edition) che esce regolarmente in edicola da novembre 2011 ad oggi.
    Perchè forse tu collaboravi con la maxim italia srl di viale sondrio, 7 milano, che ad oggi a quanto so io è un ufficio vuoto.
    Il maxim che esce in edicola in questi mesi è una nuova edizione e puoi controllare dal colophon se acqusti il giornale.
    grazie.

    in bocca al lupo.
    alessia

  4. Alberto Says:

    Cara Alessia, grazie per la tempestività della risposta.

    Io “collaboravo” (nel senso che mi è stato commissionato UN reportage e UN reportage ho scritto) con la “vecchia” edizione di Maxim, come apprendo da te, sebbene tutti i recapiti mail con i quali io avevo contatti siano gli stessi che compaiono oggi sul vostro sito e che non rispondono alle mie mail.

  5. antonella Says:

    E’ una situazione comune a molti. Anch’io pensavo che fare causa per 490 euro non valesse la pena, invece poi mi sono detta che non dovevano passarla liscia, che avevo diritto ai miei soldi e mi sono rivolta all’ispettorato del lavoro. Dopo pasqua è fissata la conciliazione. Staremo a vedere

    In bocca al lupo a tutti

  6. Giacomo Says:

    Per essere pagati bisogna ricattare e rompere le palle. Non c’è altro modo. Telefonare mandare mail, millantare lettere di avvocati o chiedere il ritiro del contenuto per mancanza di liberatoria o contratti. In pratica devi pensare come un criminale. L’unico caso in cui il crimine paga.

  7. Alessia Says:

    Mi permetto di rispondere al questo blog, perchè sono stata sopra citata, dalla free lance arianna ciccone.
    Volevo chiarire alcuni punti:
    Maxim italia srl non è fallita esiste ancora.
    editoriale mode edita maxim (new edition ) che trovate in edicola e Non ha acquistato nessuna licenza dagli americani.

    potete verificare il tutto comprando la rivista e leggendo il colophon.

    Per aiutare Alberto, posso dirti con certezza che il tuo articolo si riferisce ad una pubblicazione di maggio 2011, dove come direttore della testata Maxim italia srl c’era il dott. Croci e non l’odierno direttore Paolo gelmi, detto questo ti comunico di nuovo quanto detto in precedenza, contatta Federico Marzetti amministratore delegato,per avere delle ulteriori informazioni.

    grazie.
    in bocca al lupo.

  8. Alberto Says:

    Prima di rendere pubblica la vicenda, ho già contattato più volte via mail – unico contatto che ho – Federico Marzetti, senza ricevere alcuna risposta.

  9. Marco Nurra Says:

    Ciao Alberto. Abbiamo aggiornato l’articolo sul nostro blog, anche alla luce degli ultimi “chiarimenti” dati da Alessia Ribaldi. Alessia è stata molto gentile però secondo me poco chiara. Facile dire: ‘contatti il vecchio amministratore delegato’, però sarebbe più utile spiegare in una nota del vostro ufficio stampa cosa sta succedendo. E perché Editoriale Mode non ha alcun onere al riguardo. Nel vostro stesso interesse, dico. http://www.isoladeicassintegrati.com/2012/04/04/maxim-come-fallire-e-fottere-i-giornalisti-freelance/

  10. arianna Says:

    Cara Alessia ho le tue mail in cui confermi parola per parola quello che tu stessa mi hai detto al telefono e che è scritto sul mio tumblr. Che vogliamo fare? La storia a questo punto non convince più. C’è qualcosa di strano sotto. E alla mia domanda se la concessionaria per cui tu lavori e per la quale tu rispondi al telefono Ad Hoc Consulting lavora anche per questa nuova società (oltre ad essere stata la concessionaria della Maxim) tu non hai risposto più, come mai? Copio e incollo qui le tua mail di risposta:
    Ciao arianna,
    le cose che hai scritto sono tutte vere ma non puoi divulgarle su un blog.
    Ti prego di correggere e ve vuoi lasciare il mi recapito telefonico darò io direttamente spiegazioni a chi mi contatterà.
    Grazie.

    Ciao.

    Alessia riboldi

    Alessia Riboldi

    Ad Hoc Consulting srl
    via Mecenate 76/32-34 – 20138 Milano (Italy)
    cell. +39 335 17.64.254
    tel: +39 02 58.01.95.21
    fax: 02 49.52.47.30

  11. arianna Says:

    Ovviamente visto che la bacheca di facebook di Maxim continua ad essere la stessa della precedente gestione continueremo a chiedere chiarimenti in quello spazio fino a quando qualcuno non ci risponderà. p.s. Alessia ti ho mandato un’altra mail in cui ti chiedo spiegazioni: come mai neghi adesso quello che mi hai raccontato al telefono e confermato via mail? E aspetto ancora una risposta di chiarimento sulla posizione di Ad Hoc Consulting: è la concessionaria anche di questa nuova società? Adesso andiamo fino in fondo…

  12. Alessia Says:

    Ciao Arianna, io non sto negando ti sto dicendo come sono andati i fatti non c’è nessuna mail in cui io dico quello che hai pubblicato sopra, bensì che editoriale mode edita maxim, ma non è la maxim italia srl società a se stante non è fallita, tu hai scritto cose vere utilizzando termini errati.
    Ora vorrei capire primo chi sei tu? visto che ti sei presentata a me come ” una persona che ha visto sul blog che parlano male di maxim”… Per quanto riguarda i comunicati stampa sono stati fatti, non certo sui blog.
    per capire non avresti dovuto chiamare la concessionaria, avresti dovuto chiamare direttamente l’azienda maxim srl, in più io non ti ho dato nessun permesso di pubblicare ciò che ho detto, non sapevo nemmeno chi fossi!…a parte questo io non sono tenuta a dare risposte se non alle persone coinvolte nella vicenda. In buona fede pensavo di aiutare una persona in difficoltà.
    quindi ti ribadisco il concetto cerca maxim italia srl.
    per rispondere a marco: editoriale mode n ha nessun onere perchè edita maxim e non è maxim italia srl.
    io ti posso assicurare che non so nulla di più di maxim italia srl, non ho mai lavorato con loro e ho come riferimento ho l’amministratore citato.
    arianna se vuoi sapere tutta la storia vai da maxim italia srl.
    grazie.

  13. shockjournalism » Blog Archive » Lo strano caso di Maxim Says:

    [...] shockjournalism [ʃɒk dʒɜːnəlɪzm] « Come vengono fottuti i giornalisti freelance in Italia #1 [...]

  14. arianna Says:

    Cara alessia tu hai risposto in quel modo alla mia mail con link al mio tumblr. Finiamola con questi giochetti. Qui c’è di mezzo la vita, le speranze, le aspettative, l’impegno e il lavoro di persone come alberto. Un po’ di rispetto per cortesia.

  15. arianna Says:

    p.s. quando ti ho chiamato al tel. ti ho detto chi ero e che stavo seguendo il caso di alberto, ti prego non aggiungere bugie. non hai frainteso visto che, come ci eravamo dette al telefono, ti avrei mandato il link del post di alberto. meno male ci sono le mail. cmq su questa storia andremo fino in fondo ho contattato ordine dei giornalisti e fnsi

  16. Debora Says:

    Ciao Alessia,
    scusa ma io non capisco una cosa. Tu sopra hai scritto “In primis ti correggo sul nome, Maxim Italia srl e non Maxim (new edition) che esce regolarmente in edicola da novembre 2011 ad oggi.
    Perchè forse tu collaboravi con la maxim italia srl di viale sondrio, 7 milano, che ad oggi a quanto so io è un ufficio vuoto”. E ora scrivi: “quindi ti ribadisco il concetto cerca maxim italia srl”.

    Se quelli sono uffici vuoti come possiamo contattarli? Qui c’è una una rivista che sta agendo, quantomeno, in maniera poco limpida. Per quanto mi riguarda proporrò ai colleghi di rivolgerci all’ordine dei giornalisti per chiarire il malinteso.

  17. La vicenda di #Maxim e del come vengono fottuti i giornalisti freelance | Gli Appunti del Paz83 Says:

    [...] su una vicenda abbastanza nebulosa che ruota attorno alla rivista Maxim Italia. Tutto è partito da un post (segnalato da Luca Conti) scritto da Alberto Puliafito, giornalista freelance che ha collaborato [...]

  18. shockjournalism » Blog Archive » Lo strano caso di Maxim /2 Says:

    [...] nuovo aggiornamento sulla vicenda-Maxim, iniziata qui e riassunta ieri per sommi [...]

  19. Maxim: come fallire e fottere i giornalisti freelance | Reset Italia Says:

    [...] Ciccone ci ha segnalato un post intitolato “Come vengono fottuti i giornalisti free lance in Italia #1“, testimonianza di Alberto Puliafito, giornalista freelance che collabora con diverse testate [...]

  20. marianna Says:

    Maxim italia srl di viale sondrio, 7 milano e il caro dottor Croci devono anche a me 300 euro per una collaborazione dell’aprile 2011. Giusto per aggiungermi alla lista.
    Marianna Martinelli

  21. shockjournalism » Blog Archive » Lo strano caso di Maxim /3 Says:

    [...] spunta qualcuno che è nella mia stessa situazione. Si tratta di Marianna Martinelli, che lascia un commento al primo post, scrivendo: «Maxim italia srl di viale sondrio, 7 milano e il caro dottor Croci devono anche a me [...]

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