Lo strano caso di Maxim /2

Un nuovo aggiornamento sulla vicenda-Maxim, iniziata qui e riassunta ieri per sommi capi.

L’immagine qui sopra è tratta dal colophon del mese di marzo 2012 della rivista. «Mi stupisco che una giornalista presumibilmente brava non sappia leggere un colophon», scriveva sulla pagina Facebook di Maxim Italia il direttore della rivista ad Arianna Ciccone (conversazione poi rimossa, ma ripubblicata in un album su Facebook dall’Isola dei Cassaintegrati). Così ho pensato: e leggiamolo, questo colophon. Magari ci troviamo qualche informazione. Fortunatamente, il web mi ha consentito di non dover comprare la rivista: è tutta online, sfogliabile. Sorpresa: c’è anche Maxim s.r.l., nel colophon. In bella vista.

Quindi altre due domande: come mai appare ancora Maxim s.r.l. nel colophon, se c’è stato un «affitto di ramo d’azienda»?
E come mai, come già si evinceva dal sito, tutti i collaboratori indicati nel colophon hanno una mail @maxim.it, se Maxim.it non deve essere considerato il sito di riferimento della rivista, come diceva sempre ieri il direttore?

Nel frattempo, né la redazione né il dottor Fabrizio Marzetti, cui ho nuovamente scritto allegando la mia fattura, hanno risposto.

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