Le falsità dell’appello al non voto dei nuclearisti

Posted in Nucleare, Politica on June 12th, 2011 by Alberto

Francesco Testa detto Chicco

Sul Facebook di Francesco Testa, detto Chicco (già Pci, già Legambiente, già barricadero antinuclearista, ora manager della Rothschild e pro-nucleare, capace di far battute tipo “Ne sono morti solo 15″ a proposito dei bambini di Chernobyl, o tipo “Nessuno chiede di abolire il traffico” visto che ci sono gli incidenti d’auto), compare un appello che contiene cinque motivi per non votare al referendum sul nucleare.

Cinque motivi in cattiva fede, facilmente smontabili con la logica e il buonsenso.

1. Il referendum sul nucleare si svolge sull’onda emozionale suscitata dall’incidente di Fukushima.

E’ falso. Le firme sono state raccolte molto prima.

2. Il nucleare non sarà mai sviluppato contro la volontà dei cittadini.

Ammesso e non concesso che sia vero – basti pensare alla TAV e a chi resiste in Val di Susa, per capire come i cittadini debbano impegnarsi per impedire la realizzazione di un’opera inutile o pericolosa o entrambe -, non si vede perché, dunque, invitare i cittadini a non esprimere la propria opinione alle urne.

Sempre al punto 2 si legge:

Al contrario, la vittoria del Sì provocherebbe di fatto una censura preventiva che impedirebbe agli italiani di essere informati sull’evoluzione del nucleare.

E’ semplicemente falso (e demagogico). Non si vede cosa c’entri l’informazione con questo referendum.

3. Il nucleare non è un argomento targato politicamente.

E’ falso. Lo è diventato, anche se, effettivamente dovrebbe essere semplicemente lasciato alla logica e al buon senso. I nuclearisti “non targati politicamente” rispondessero piuttosto, chiaramente, a una serie di domande: dove si mantengono le scorie delle centrali che già abbiamo costruito (in Italia e nel resto del mondo)?
Chi dispone di uranio?
L’uranio è economicamente conveniente?
Se, privi di targhe politiche, rispondessero chiaramente, allora sarebbero costretti ad ammettere che, semplicemente, il nucleare non può essere lasciato all’opinione: è antieconomico, è pericoloso, non comprende alcuna forma di programmazione a lungo termine.

4. La vittoria del Sì indebolirebbe il ruolo dell’Italia nella discussione internazionale.

Non si vede come, visto che anche la Germania – che di certo non è debole nella discussione internazionale – ha deciso di rinunciare al nucleare.

5. L’Italia deve confermare il proprio impegno nella ricerca sul nucleare per non restare isolata dalla comunità internazionale che nei prossimi anni, per effetto dell’incidente di Fukushima, aumenterà gli sforzi di innovazione.

Un’affermazione opinabile spacciata per verità. Chi lo dice? E perché, invece, l’Italia non dovrebbe proporre il proprio impegno per le energie rinnovabili?

Infine. Nell’appello si legge anche:

La legge prevede che per essere valido un referendum debba raggiungere un quorum. Non ritirare la scheda grigia del referendum n.3 sul nucleare è una delle opzioni che la nostra democrazia offre ai cittadini.

Vorrei ricordare ai nuclearisti che nel 1974 il referendum abrogativo per la legge sul divorzio totalizzò l’87,70% dei votanti (33.023.179 di italiani). E vinse il No. Così, il divorzio rimase in vigore. E nessuno si sognava di invitare all’astensionismo: un’altra politica, un’altra etica, un’altra Italia.

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Esplosione nucleare in Egitto. Esplosione di retorica di Chicco Testa

Posted in News on June 5th, 2011 by Alberto

Non lo dice nessun tg. Ma internet, per fortuna, non si ferma. E così, sull’Adnkronos si legge che

una perdita di acqua radioattiva sarebbe avvenuta nelle ultime ore nella piccola centrale nucleare di Anshas, in Egitto, dopo l’esplosione di una pompa del reattore. Lo rivela una fonte dell’Autorità egiziana per l’energia atomica, coperta da anonimato, al giornale locale Rose el Youssef, che titola ‘L’Egitto si salva da un disastro nucleare’.

E’ un altro segnale – se ancora ce ne fosse bisogno – che, semplicemente, il nucleare non è una scelta razionale. Non è di buon senso. E non c’entra nulla l’essere di destra o di sinistra.

Nel frattempo, dopo la sua performance ad Annozero, esplode anche la retorica di Chicco Testa – ex comunista antinuclearista poi divenuto manager della Rotschild e ora curiosamente a favore del nucleare – che, commentando ricerche sulla presunta cancerogenità dei cellulari scrive sul suo Facebook (la bacheca è aperta e visibile):

Da domani mattina, in base al principio di precauzione, tutti a raccogliere firme per il referendum per l abolizione dei telefonini. La salute al primo posto!

Poi aggiunge, siccome ha proprio voglia di scherzare:

non sara’ oggi non sarà domani ma prima o poi il Vesuvio erutterà. Per cui bisogna ordinare lo sgombro di tutta l’area vesuviana. Se non in galera tutto il Governo, la Regione, i Comuni, la Commisione Alti rischi e anche il bidello di Ercolano.

Al di là dell’errore veniale (si chiama Commissione Grandi Rischi, dottor Testa), la battuta fa cadere le braccia. Come quella che appariva sempre sul Facebook del dottor Testa e che invitava al blocco del traffico visto che era morta una famiglia in un incidente d’auto. Una retorica priva di alcun senso logico, ma che rappresenta la nuova strategia comunicativa dei nuclearisti. Che si aggrappano a tecniche risibili e facilmente smontabili, a provocazioni e boutade semplicemente perché non hanno più argomentazioni (se invece dovessero crederci veramente, a queste argomentazioni, be’, a maggior ragione nessuno dovrebbe fidarsi e affidare a persone che ragionano in maniera così priva di logica una questione talmente delicata come il nucleare).

Anche perché la questione è molto semplice. Il nucleare, andrebbe ricordato una volta per tutte, non è potenzialmente pericoloso. E’ pericoloso e basta. E’ pericoloso in sé, per la sua stessa essenza. Non è necessario. E’ estremamente costoso.

Chi afferma il contrario, be’, dovrebbe quantomeno rendere conto a chi lo legge o a chi lo ascolta, spiegando chiaramente su quali libri paga appaia il proprio nome e quali interessi lo muovano.

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