Gli invisibili che non parlano

Posted in L'Aquila 2010, Text on January 2nd, 2010 by Alberto

C.A.S.E.

Lontano dalle C.A.S.E., all’Aquila, c’è un palazzo chiuso come ce ne sono tanti, con le crepe ben in vista e un po’ di macerie e calcinacci in terra. Ospitava case d’abitazione e un negozio. Sulla vetrata del negozio, rigorosamente chiusa, c’è un cartello: “Si riapre a fianco”.

A fianco c’è un container, che ora ospita il negozio. La proprietaria arriva mentre sto facendo alcune riprese e chiede se per caso io sia un tecnico e se mi stia occupando di un qualche sondaggio per accelerare le pratiche della ristrutturazione del palazzo. Le rispondo con desolazione che, no, sto raccogliendo desolazione. E’ visibilmente delusa. A quel punto sono io che le faccio qualche domanda, ma lei non vuole raccontare la sua storia davanti alla telecamera.

E così, a telecamera spenta, vengo a sapere quello che sospettavo già: la signora fa parte di quelli che attendono. Provvisoriamente, si è arrangiata come può, nel container, col magazzino andato distrutto, casa e negozio inagibili. I suoi fornitori, da fuori, le chiedono come mai non si faccia vedere, visto che ormai all’Aquila è tutto a posto. Già. E lei non vuole parlare davanti alla telecamera. Perché non si sa mai, perché ha un’attività commerciale, perché aspetta, perché… Anche se non me lo dice, lo so bene perché. Perché ha paura che esporsi possa in qualche modo ritardare ancora la sua nuova sistemazione provvisoria.

La signora è una degli “invisibili” dell’Aquila. Quelli che non risultano, quelli che si sono arrangiati in casette di legno, che sono rientrati a casa abusivamente, che vivono in roulotte e container. Quanti sono? Non si sa, non esistono stime ufficiali. Il che contribuisce a far passare questa storia non raccontata come una marginalità.

E il silenzio degli invisibili – che davvero non si può biasimare – non è altro che un altro tassello, un altro punto in più per tutti coloro che gestiscono l’informazione fuori da qui, un altro punto in più per quelli che pensano che all’Aquila vada tutto bene.

Tags: , , ,
Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported
This work by Shockjournalism is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported.